Siamo stati al live di chiello all’Alcatraz di Milano, dove l’artista ha portato se stesso in un’esperienza viscerale e carica di autenticità con la presentazione del suo ultimo album “Agonia”.

Le radici di chiello

Chiello, classe 1999, è nato a Venosa, una piccola località in provincia di Potenza. Da sempre l’artista ha mostrato un forte legame con le proprie radici lucane; la sua vita e la sua musica riecheggiano infatti l’influenza della cultura della città. Anche il nome d’arte, “chiello”, nato come semplice abbreviazione di Rocco, con il tempo ha assunto un significato più profondo, rappresentando a pieno la sua l’identità.
Un’identità artistica che viene a galla in modo molto evidente anche durante i live, dove la connessione tra il mondo reale e il suo universo musicale si amplifica in esperienze vissute e legami che costruiscono momenti chiave della sua carriera.

L’essenza sul palco nel live di chiello

La sua essenza è pienamente presente sul palco e, insieme ad essa, i suoi tatuaggi lo accompagnano, contornando e adornando il suo corpo: simboli di esperienze vissute e momenti chiave della sua carriera, diventano parte integrante dello spettacolo stesso.

Accompagnato da una band affiatata, chiello ci offre sempre spettacoli intensi, definiti spesso come “riti elettrici”. Un mix di fragilità ed emotività che, intessute in un’estetica grunge, sintetizzano l’urgenza imminente ed espressiva dell’artista di esplodere sul palco. I brani scorrono uno dietro l’altro, dai più veloci e chitarristici, che spaccano l’aria dell’Alcatraz attraverso suoni di chitarra pieni e stratificati, alle ballate e ai momenti più minimali, come l’esibizione durante “Anima”, dove l’artista si rinchiude in un estremo personale.

I pezzi tra fragilità ed energia

I suoi pezzi scavano nelle pieghe dell’io, affrontando malinconia, intimità, solitudine e fragilità, strizzando l’occhio a quella che è la musicalità del rock americano alternativo degli anni ’90. L’urgenza creativa ed espressiva è la benzina di chiello, che sul palco non si risparmia e si mostra trasparente, aprendoci le porte a uno spirito complesso, composto da molteplici sfaccettature.

L’artista fonde la sua anima punk e poetica con la malinconia e la fragilità della sua persona, in una scaletta che alterna momenti di estrema intimità a picchi carichi di energia; vibrazioni di totale coinvolgimento per gli spettatori che lo ascoltano strabiliati.

Anche il pubblico dell’artista è una texture di sfumature cangianti che comprende chiello a pieno, urlando – o meglio, ululando – con lui tutti i brani proposti in scaletta e ritrovando sul palco una persona che li conosce e di cui si possono fidare ciecamente.

Così, per questo tour nei club, il live di chiello si presenta sul palco scarno, diafano, privo di vezzeggiativi e scenografie strabilianti. L’artista si mette a nudo davanti a chi lo segue, proponendo se stesso a 360 gradi, fino ad arrivare a proporre un taglio di capelli live a uno dei presenti.

Articolo a cura di Erica Oliveri
Foto a cura di Arneaux

Il live di chiello all’Alcatraz tra identità, urgenza e corpi in tensione