Dopo il passaggio sanremese, l’artista lucano torna con un progetto viscerale che esplora il conflitto interiore e la solitudine. Registrato nei leggendari Pachyderm Studios, Agonia di chiello è il manifesto di una fragilità che non ha paura di mostrarsi. Non è un progetto creato per intrattenere, è un progetto che aiuta a scavarsi dentro. 

C’è un’urgenza quasi fisica che attraversa il nuovo capitolo discografico di chiello. Un’urgenza che sembra ignorare le logiche del mercato  per rifugiarsi in un altrove fatto di nebbia, chitarre sature e confessioni a bassa voce. Rocco Modello, lontano dai fasti della trap che lo hanno lanciato con gli FSK, si conferma oggi un cantautore “sporco” e purissimo, capace di trasformare il fango delle proprie insicurezze nell’oro di una poetica maledetta. 

Il titolo del nuovo album di chiello Agonia

Il titolo non è un presagio di morte, ma un ritorno all’etimo greco: agōn, la lotta, il conflitto. Per Chiello, l’agonia è lo stato di chi non si è ancora arreso, di chi vive una transizione perenne. 

“Non è solo dolore, è evoluzione”, ha spiegato l’artista. È il racconto di un biennio vissuto sul filo del rasoio, tra il desiderio di sparire e la necessità di farsi sentire.

La copertina

L’album rifugge la perfezione formale. Registrato in parte nei Pachyderm Studios di Minneapolis, luogo sacro dove i Nirvana incisero In Utero, il disco eredita quel senso di desolazione nordamericana. La copertina stessa, uno scatto di Todd Hido che ritrae una casa isolata nella notte, diventa la metafora visiva perfetta: un involucro che nasconde storie che nessuno ha il coraggio di aprire, ma che lascia sempre uno spiraglio, per chi ne ha il coraggio. 

Agonia di chiello è un disco vero

Il disco si muove su un crinale sonoro che mescola echi grunge, post-punk e una forma di cantautorato intimista che deve molto alla scuola di Luigi Tenco (non a caso omaggiato all’Ariston). 

In un panorama musicale dominato da produzioni “ad hoc” e testi pronti per i social, Agonia è un disco che non si sforza di piacere, semplicemente è, senza dover per forza rientrare nelle sovrastrutture per piacere. Anzi, a tratti sembra quasi volersi nascondere e farsi notare solo da chi merita. È un lavoro che richiede ascolto attivo, che non accetta di essere ridotto a sottofondo. Chiello in Agonia mette a nudo i propri difetti, la stanchezza emotiva e il senso di inadeguatezza, portando avanti una ricerca identitaria che lo posiziona oggi tra i pochi veri “outsider” del pop italiano. Agonia è un disco vero, che profuma di verità e di vita vissuta senza filtri. Un viaggio catartico che ci ricorda che, a volte, per ritrovarsi bisogna avere il coraggio di perdersi nel buio.

Il flusso emotivo di chiello nel suo nuovo album “Agonia”