Il sesto studio album di The Weeknd, “Hurry Up Tomorrow“, è più di una semplice aggiunta alla sua discografia: è un addio e un nuovo inizio, un percorso musicale di 22 tracce e 84 minuti, che parla di morte, rinascita e redenzione. Pubblicato il 31 gennaio 2025, “Hurry Up Tomorrow” è il capitolo finale della seconda trilogia dell’artista After Hours e l’atto conclusivo di The Weekned come lo conosciamo.

Hurry Up Tomorrow è un progetto ambizioso, cinematografico e profondamente introspettivo. La produzione patinata e notturna che definisce lo stile di The Weekend prende delle deviazioni inaspettate incorporando R&B classico, elementi acustici e influenze rock, confondendo più che mai i confini tra i generi musicali. Con una narrazione chirurgicamente dettagliata, Abel Tesfaye ci parla del prezzo della fama, della perdita di sé stessi e della ricerca della redenzione, facendo definitivamente cadere la maschera di The Weekend.

Testi e narrazione di Hurry Up Tomorrow

Dal punto di vista lirico, l’album è intriso di stanchezza, riflessione e transizione. I brani si susseguono con continuità narrativa a partire dall’episodio in cui l’artista perse la voce sul palco nel 2022, rappresentato dall’interludio di 12 secondi I Can’t F***ing Sing, che ha portato Abel Tesfaye a riflettere sulla propria carriera e sulla propria persona.

Pezzi come “Wake Me Up” convogliano la profonda influenza di Michael Jackson, intrecciando oscurità e dancefloor energy in un modo che solo The Weekend sa fare. La title track, “Hurry Up Tomorrow”, si distingue come una ballata eterea, dai toni gospel, che riprende In Heaven da Eraserhead di David Lynch, aggiungendo ulteriormente l’atmosfera onirica e surreale dell’album.

Collaborazioni e riferimenti visivi

Nonostante la sua portata grandiosa, l’album è comunque in grado di mantenere un equilibrio di fondo: gli intermezzi e momenti introspettivi rallentano il ritmo, risollevato dai vari featuring che aggiungono sfumature al progetto, spaziando da Future ad Anitta, da Travis Scott a Lana del Rey. I testi e le componenti visual che accompagnano questo progetto – anticipazione del film dell’album in uscita a maggio 2025 – sono costellati di riferimenti alla morte e alla rinascita, che fanno di Hurry up Tomorrow un’opera a tutto tondo dal punto di vista musicale, narrativo, visuale e concettuale. 

Dopo un percorso ricchissimo di autocitazioni, commistioni di genere, e riflessione su una carriera decennale, con l’ultimo pezzo si ritorna alle sonorità che ricordano gli esordi e l’atmosfera cupa di House of Balloons. Hurry Up Tomorrow sembra una lettera d’addio, una chiusura del sipario dell’era di The Weeknd, una conclusione strutturalmente intricata e sonoramente espansiva che fonde elementi della sua intera discografia in un’esperienza coesa ed emotivamente risonante. La traccia finale, che riprende i toni di “High for This”, segnala che la redenzione è avvenuta, e il cerchio si sta chiudendo. Il domani tanto atteso è adesso, e non ci resta che restare in ascolto di cosa Abel Tesfaye avrà da raccontare.

“Hurry Up Tomorrow” di The Weeknd è il suo canto del cigno