Torna Ghemon nel panorama musicale con il suo nuovo album “Una cosetta così per regalarci un sorriso e un po’ di groove. Questo progetto è un’opera originale, che intende espandere lo spettacolo omonimo portato in scena per oltre un anno e culminato l’8 novembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano. 
Si tratta di un album dalla durata di un’ora e mezza, che suddivide in titoli separati i diversi momenti della stand-up comedy. I vari attimi salienti – che potremmo definire veri e propri “atti”– vengono introdotti da un brano, creando una struttura narrativa ben definita

L’album contiene, infatti, solo cinque tracce musicali, ovvero: Patto col Diavolo, Lungo il Tunnel, La Fine, Sindrome di Stoccolma, POV

E’ acceso?.. Prova?.. E’ acceso! Buonasera a tutti! Ciao! Mettetevi comodi, iniziate a prendere posto perché lo spettacolo sta per cominciare. Non vi preoccupate, sì, sono io che sto parlando, ma il messaggio è registrato. L’ho registrato oggi, che è venerdì 24 marzo, sono le 15.25, appena scoccato e come sentite, infatti, io sono assolutamente rilassato e voglio che vi rilassiate anche voi. 

Queste sono le parole di apertura che si ascoltano nel brano Intro. Una Cosetta Così si presenta quindi come un’esperienza più narrativa che musicale, un’opera ibrida che sfida le convenzioni di ciò che consideriamo “album”. Ghemon si rivolge a noi come spettatori: non stiamo ascoltando solo musica, né abbiamo pagato un biglietto per il suo spettacolo. Ma niente panico: Ghemon vuole semplicemente che ci rilassiamo. Resta, però, una domanda spontanea da porsi: perché trasformare uno spettacolo teatrale in un album? La risposta è nelle tracce.

Una cosetta così è uno spettacolo incentrato sulla mia vita, mi duole dovervi avvertire che diciamo, il protagonista alla fine muore.

In questa ora e mezza, Ghemon ci accompagna attraverso tutta la sua vita, dalla nascita – che possiamo simbolicamente far coincidere con la scoperta del rap – fino ai giorni nostri. Racconta della sua terra e della sua adolescenza negli anni ’90, un periodo in cui il rap era un fenomeno di nicchia, praticato da poche centinaia di persone, un microcosmo unico dove esplorare sé stessi e trovare un modo per distinguersi.
Con il tempo, emergono l’amore per il soul e l’R&B, i primi dischi, le discussioni con i suoi genitori, i momenti sul palco del Festival di Sanremo, la lotta contro la depressione e l’importanza della sua fidanzata. Con autenticità e intensità, Ghemon decanta le sue gioie e i suoi dolori più profondi, trasformandoli in un simpaticissimo racconto universale. 

L’intero album si costruisce attorno alla sua voce, assoluta protagonista. Una voce che rappa a cappella, ma che richiama anche l’intimità e il tono confidenziale di un podcast

Il brano POV” chiude lo spettacolo, abbracciando le diverse influenze sonore che hanno caratterizzato il percorso di Ghemon. In questa canzone, troviamo una fusione di soul, R&B e, nella metrica, anche tracce di rap. Il brano affronta temi profondi come la depressione, le difficoltà della vita e, al contempo, celebra l’ottimismo e la forza interiore. È una sorta di sintesi di tutto lo spettacolo, ma anche del viaggio musicale dell’artista, in cui passato e presente si intrecciano in un’unica narrazione emotiva.
Ghemon desidera essere ascoltato e condividere il suo vissuto, fatto di alti e bassi, come un esempio in cui ciascuno di noi possa sentirsi compreso e accolto. Noi siamo sul palco insieme a lui con leggerezza e senza drammaticità, perché, nonostante, tutto la vita è bella. Con questa intenzione, ci invita idealmente sul suo palcoscenico, trasformando la sua esperienza personale in un racconto universale.

Al di là della creazione di un album che fonde spettacolo e musica, intenzionale o meno, il messaggio che emerge è chiaro: attraverso la sperimentazione artistica, Ghemon ha reso la sua voce accessibile a tutti, democratizzandola.

Con il suo nuovo album “Una cosetta così”, Ghemon sembra voler tornare alle radici della sua carriera, a quel punto di partenza in cui la parola era il fulcro della comunicazione artistica e il contatto con il pubblico era diretto e autentico. In questo lavoro, l’artista recupera la semplicità e l’intensità dei suoi esordi, sia dal punto di vista musicale che narrativo. La musica richiama i primi passi del suo percorso artistico, il rap e l’R&B, lasciando da parte le sperimentazioni successive per abbracciare uno stile più vicino alla sua anima originale. Allo stesso tempo, il progetto è un omaggio alla parola intesa come strumento puro di connessione e intrattenimento, capace di divertire e di coinvolgere il pubblico con immediatezza. 

Una cosetta così” è, quindi, un titolo che sdrammatizza la portata emotiva e concettuale dell’opera, simile all’umiltà di chi ti fa un regalo di grande valore, ma che, per non esagerare, tende a minimizzarlo, dicendo che in realtà è “solo una cosetta” rispetto al bene che si prova. Ghemon si mette a nudo e torna a ciò che è essenziale. 

Ghemon e “Una cosetta così”: musica, vita e spettacolo