Laila Al Habash è tornata con Fumantina, un brano che segna l’inizio di un nuovo capitolo nella sua carriera musicale. La incontriamo per un’intervista in cui ci racconta il percorso che l’ha portata fin qui, tra la scoperta del tempo, nuove ispirazioni e la voglia di divertire (e divertirsi) dal vivo. Ne esce fuori il ritratto di un’artista in continua evoluzione, capace di guardarsi dentro quanto di osservare il mondo che la circonda. E con uno sguardo già proiettato verso il futuro.

Ciao Laila, partiamo subito dalla fine, dal tuo ultimo lavoro: “Fumantina” ha un suono che spinge, quasi istintivo, ma anche molto raffinato nella produzione. Possiamo considerarlo un’anticipazione di un nuovo album? E se sì, che direzione stai seguendo oggi, rispetto al tuo disco d’esordio?

Sì, sicuramente Fumantina fa parte di un progetto più ampio, che non vedo davvero l’ora di far ascoltare. Ci sto lavorando da anni, ci ho messo anima e corpo. È un lavoro che ho iniziato a immaginare per tanti motivi diversi, ma una costante che mi ha sempre spinta è stata l’idea di pensare ai brani in una dimensione live, in cui potessi divertirmi davvero. Sono pezzi che nascono principalmente da questo: mi devono emozionare, coinvolgere. E questa stessa energia voglio trasmetterla al pubblico. È il drive di tutto il progetto.

Perdersi tra la continua produttività di un mondo in costante velocità  e sempre attento a non fermarsi. Quali sono le “nuove strade” di te che hai scoperto stando semplicemente  e finalmente “ferma”?

Ho scoperto che anche quando sei ferma, in realtà la testa non smette mai. E ho capito di avere una cosa che non pensavo di possedere così tanto: l’ansia da produttività. Quella sensazione di dover sempre fare qualcosa, di non fare mai abbastanza. Ma poi ti rendi conto che non c’è mai qualcosa che devi fare.
Stare ferma ti costringe a fare i conti con i tuoi tempi, con quelli della vita e della musica. E se non hai una certa stabilità interna, è facile sentirsi persi. Però penso che il tempo – quello vero, non quello imposto – sia una delle cose più preziose che abbiamo (ri)scoperto in questi anni.

Artiste come Mina, Raffaella Carrà, Ornella Vanoni, hanno ispirato, possiamo dire praticamente da subito, la musica di Laila e le sue parole. C’è qualche brano in particolare che hai ascoltato e che ti ha dato l’input anche per questo nuovo album che uscirà dopo l’estate? 

Oltre a loro, che sono sempre presenti come reference, mi ha ispirato molto anche il cantautorato italiano, in particolare Bruno Lauzi. Un pezzo che mi ha colpita tantissimo è Ritornerai: è stata una vera scintilla per alcune cose che sto scrivendo.

Parlando invece di creatività: per scrivere questo nuovo brano “Fumantina” hai parlato di un sogno che ha dato il via un po’ al tutto il pezzo. Le tue idee nascono spesso così, diciamo “addentrandoti” un po’ nella tua mente, oppure trovi maggiormente gli stimoli guardando ciò che ti circonda?

È un po’ entrambe le cose. Mi capita spesso che i sogni siano una fonte creativa: ho un’attività onirica piuttosto intensa, e da lì a volte escono fuori idee forti.
Ma in realtà scrivo da sempre, da quando ho memoria. Ho sempre avuto uno spazio mio dove mettere nero su bianco pensieri e immagini. Le idee possono nascere da un sogno, da un libro, da un film, o anche solo da un momento di noia in cui leggo qualcosa che mi fa ridere.
Per questo disco il processo creativo è stato molto intenso e anche lungo. In ogni canzone ho cercato, o meglio è venuto naturale, di riempire lo spazio con quello che volevo davvero dire.

Negli ultimi anni ti abbiamo ascoltata in tantissimi feat., da Giuse TheLizia a Studio Murena, passando per Bais e Tatum Rush. Fumantina segna un ritorno al tuo percorso diciamo da solista o possiamo aspettarci qualche ospite anche nel nuovo progetto? E se potessi scegliere, qual è il feat della tua vita, quello che sogni da sempre?

Mi piace collaborare, lo trovo sempre arricchente. Sono una persona molto aperta da questo punto di vista, quindi sicuramente non escludo altre collaborazioni nel nuovo progetto. Quanto al feat. dei sogni… è una domanda difficilissima, perché la risposta cambia ogni giorno! Molti degli artisti che mi ispirano non sono più attivi o non ci sono più. Ma se potessi scegliere in un universo ideale, direi SZA. Mi piacerebbe tantissimo.

In ogni tua uscita si percepisce una crescita, un passo in avanti nel modo in cui racconti e nel modo in cui suoni. Ti senti in una nuova fase della tua maturità artistica? Cosa è cambiato, dentro e fuori la musica?

Sì, mi sento diversa rispetto a quando ho iniziato, anche solo perché sono cambiata io. Le prime canzoni le ho scritte quando ero quasi minorenne, è normale che oggi abbia un altro approccio.
Mi sento cresciuta soprattutto nel modo in cui scrivo d’amore: oggi direi le stesse cose in un altro modo. E anche se a volte leggere i vecchi testi mi fa un po’ effetto, non provo vergogna: erano veri in quel momento.
Con Fumantina, paradossalmente, ho sentito di aver scritto qualcosa con gli occhi che avevo a 16-17 anni. Quindi c’è un ritorno anche lì, ma con una consapevolezza nuova.

I live sono sempre stati un punto forte del tuo rapporto con il pubblico. Hai già in programma nuove date? Possiamo aspettarci qualche sorpresa o forma nuova anche sul palco?

I live sono la mia parte preferita del lavoro. Sono anche fondamentali per capire davvero un disco: suonandolo tanto, capisci quali sono i suoi punti di forza e dove invece puoi migliorare.
Non vedo l’ora di portare sul palco anche le cose nuove, proprio per vedere che effetto fanno sul pubblico.
Le date arriveranno, un po’ più avanti, ma sì: ci saranno appuntamenti e sicuramente anche qualche sorpresa.

Intervista a Laila Al Habash a cura di Erica Oliveri e Francesca D’Amora

“Fumantina” è il nuovo singolo di Laila Al Habash