La primavera di marzo 2026 ci porta nuovi fiori, una nuova stagione e il nuovo album Full Circle di Tom Misch, perfetto per accompagnare la tua pausa per le feste di Pasqua, tra un ascolto su un prato o in riva al mare. Il suo ultimo lavoro, di cui ci aveva consegnato in anticipo alcuni singoli per farci assaporare un antipasto della nuova sonorità sperimentata dall’artista, è stato infatti appena pubblicato.

Tom Misch dagli esordi a Full Circle
Tom Misch, cantante e produttore londinese è una delle personalità più interessanti del genere nu-jazz e lo-fi. Partendo dalle quattro mura della sua cameretta, ha cominciato la sua carriera circa dieci anni fa nel privato, un percorso che rispecchia esattamente la dimensione in cui si entra ascoltando i suoi brani. Agli esordi, Misch caricava beat su piattaforme di streaming come SounCloud, per poi debuttare nel 2018 con l’album Geography, in cui prevale la sua tecnica chitarristica jazz.
Un passaggio fondamentale nella sua evoluzione arriva nel 2020 con What Kinda Music, realizzato insieme al grande batterista londinese Yussef Dayes. In questo album l’artista abbandona parzialmente le strutture più accessibili per addentrarsi in sonorità più sperimentali, tra jazz contemporaneo e ritmi complessi. Questo progetto rappresenta un momento di svolta, in cui Misch dimostra una maggiore maturità musicale e una forte propensione alla contaminazione, elementi che sembrano trovare una nuova sintesi proprio in Full Circle.


Quale cerchio sta cercando di chiudere Misch?
Beat hip-hop, cantautorato, un pizzico di folk e una gamma sottile di umori ed emozioni attraversano l’album, dando vita a un vero e proprio melting pot delle capacità espressive di Tom Misch, che si intrecciano tra loro come in un cerchio che si chiude su sé stesso, un’immagine evocata sia dal titolo che dalla copertina di Full Circle. Dentro questa circolarità imperfetta rimane un elemento molto concreto, la chitarra. Misch non sparisce mai dietro la produzione, al contrario, lascia emergere il gesto musicale, il tocco, l’esecuzione.
Resta però una domanda: quale cerchio sta cercando di chiudere Misch?

Il ritorno consapevole con Full Circle di Tom Misch
Full Circle di Tom Misch nasce dopo un momento di pausa nel percorso di Tom Misch, una scelta che non ha a che fare con una semplice interruzione, ma con un bisogno più profondo di rallentare e ridefinire il proprio rapporto con la musica. Dopo anni segnati da una produzione costante e da una crescente esposizione, Misch si allontana temporaneamente dall’industria musicale, prendendo le distanze da ritmi e aspettative che rischiavano di trasformare il gesto creativo in qualcosa di automatico. Durante questo periodo, torna a una dimensione più semplice e quotidiana, lontana dalla logica della performance e della produttività. È proprio in questo spazio sospeso che prende forma l’album: non come progetto costruito a tavolino, ma come ritorno a un’urgenza espressiva più autentica.

Full Circle di Tom Misch non è solo un titolo, ma un ritorno consapevole, un modo per riavvicinarsi alla musica nella sua forma più autentica. L’artista sembra voler ritrovare un equilibrio, tornando all’essenziale (la scrittura, la chitarra, la voce) e a un rapporto più diretto, sincero, con sé stesso e con chi ascolta. È una musica che si spoglia, che rallenta, e proprio per questo riesce ad avvicinarsi di più alla vita.
Per Tom Misch, tutte le strade portano alla musica. Qualunque direzione prenda, qualunque genere attraversi, il punto di ritorno resta sempre lo stesso, ciò che ama davvero.
Se cercavi l’album perfetto da ascoltare su un prato o in riva al mare, sognando il caldo del sole d’estate e le ferie, Full Circle è l’album perfetto.