Luglio è il mese che accende l’estate, tra caldo che vibra sull’asfalto e notti che sembrano non finire mai. È il tempo dei concerti all’aperto, dei viaggi improvvisati, dei pensieri che si fanno leggeri. E anche la musica si trasforma, seguendo il ritmo lento e irregolare delle emozioni estive. Gli artisti emergenti italiani ci regalano brani che sanno di sole e malinconia, di corpi in movimento e parole non dette, tra sperimentazioni sonore e melodie che restano addosso come il sale sulla pelle.
Nel FRESHER di luglio, BMB ti porta tra le novità più interessanti del panorama indipendente italiano: canzoni che sorprendono, emozionano e meritano spazio nelle tue giornate afose e nei tuoi tramonti più lunghi.






1. Yaraki – Estate in Strada
“Estate in strada” di Yaraki è il racconto di un’estate urbana, vissuta tra il desiderio di fuga e la sensazione di essere intrappolati. In una città che cuoce sotto il sole, l’amore nasce tra l’asfalto e la noia, mentre il corpo sogna la libertà ma resta fermo. I suoni si muovono tra malinconia e tensione, come se ogni beat provasse a scappare da qualcosa. Un EP che cammina sul confine tra voglia di partire e bisogno di restare.


2. Umarell – POVERO CORAGGIO
Umarell si muove su un terreno sonoro instabile, dove ritmi spezzati, chitarre taglienti e reminiscenze bloghouse si intrecciano in una tensione continua. Non c’è ricerca di equilibrio, ma l’espressione diretta di un disagio emotivo che pulsa sotto la superficie. In Povero coraggio, una frase suona come manifesto: “Non serve a nulla sembrare felice, che quando non ci sono le telecamere sei triste.” Un lavoro viscerale, spigoloso, autenticamente irrisolto.

3. SCAR – Chi chiami amore
“Chi chiami amore” di SCAR racconta un legame nato per caso e consumato in fretta, come due notti che bruciano e poi spariscono. È il tentativo di riempire un vuoto, anche solo per un attimo, cercando amore dove forse c’è solo solitudine. Un brano che vibra tra desiderio e disillusione.


4. Alex Fernet – Hey Lady
“Hey Lady“ è il singolo più intimo di Alex Fernet: una ballata synth-pop malinconica, sospesa tra romanticismo disilluso e atmosfere rétro anni ’80. Rispetto ai brani precedenti, il tono è più raccolto e nostalgico, come una confessione notturna tra fumo e neon.


5. Mancha – Fiori di camomilla
“Fiori di camomilla” di Mancha è un brano che sa di fuga e di abbandono, evocando occhi color amarena e il vuoto che resta dopo aver scelto di tuffarsi, ancora una volta. Mancha costruisce un’atmosfera sospesa tra nostalgia e speranza, come se ogni respiro fosse una promessa di liberazione. Il suono è delicato ma potente, una carezza sonora che porta con sé l’eco di ciò che si lascia andare.


6. Taistoi – Vibrisse (il sogno)
“Vibrisse” è l’esordio di Taistoi, alias Andrea Esposito: un disco introspettivo che trasforma l’impercettibile in suono. Tra atmosfere sottili e osservazioni sensibili, l’album esplora emozioni latenti con l’aiuto di Bruno Germano e un collettivo di amici musicisti. Un lavoro da ascoltare con attenzione, dove ogni dettaglio nasconde un significato. Focus track, l’omonima traccia dalle atmosfere cupe, oniriche ed eleganti accentuate dal climax ansiogeno crescente, esce a luglio “VIBRISSE (il sogno)“, il video diretto da Tullio Grani.

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Una selezione a cura di Francesca D’Amora e Giacomo Gambale