Con Magia Bianca, Francesca Michielin apre un nuovo capitolo del suo percorso artistico costruendo un universo popolato da streghe, rituali, leggende popolari, lune e creature sospese tra realtà e fantasia. Un concept album che guarda all’immaginario fantasy e medievale non come semplice esercizio estetico, ma come strumento per raccontare il presente, le sue contraddizioni e il desiderio sempre più diffuso di immaginare mondi alternativi.

Nel disco la figura della strega assume forme diverse: è simbolo di autonomia, conoscenza, trasformazione, rabbia, vulnerabilità e libertà. A volte prende il volto di personaggi realmente esistiti, altre quello di creature mitologiche, eroine tragiche o donne che la storia ha provato a mettere ai margini.

Partendo dalle nove tracce dell’album, abbiamo immaginato un piccolo sabba contemporaneo, associando ogni canzone a una diversa figura femminile tra mito, folklore, letteratura e storia.

Ecco le streghe di Magia Bianca.

1. Brano 1484
Strega: Giulia Tofana

“E mentre vivo nel mio sottobosco di malinconie. Spero che quella dama di corte oggi sia libera”

Giulia Tofana è la strega di 1484: una donna trasformata dalla storia in mostro e leggenda perché sfuggiva all’ordine imposto. Come il brano, che usa la caccia alle streghe per raccontare il presente, la sua vicenda parla di paura del diverso, libertà di essere fuori dagli schemi e ribellarsi al potere.

2. Brano: Una donna non può
Strega: Ipazia

“Una donna non può. Far cadere le stelle”

Ipazia non era una strega, ma fu trattata come tale: una donna che osava sapere, insegnare e occupare uno spazio riservato agli uomini. Astronoma appassionata, dedicò la sua vita a osservare il cielo e a studiare il movimento delle stelle. È la perfetta incarnazione della canzone, che usa il linguaggio magico per parlare di stereotipi e disparità di genere.

3. Brano: Il canto delle anguane
Strega: Anguana

“Anche se la vita le ali ti consuma”

L’Anguana è già dentro il titolo: creatura d’acqua, custode di fiumi e montagne, affascinante e sfuggente. Francesca Michielin la usa come simbolo di una femminilità impossibile da definire, sospesa tra luce e ombra, natura e mistero.

4. Brano: Feral Girl
Strega: Maga Magò

“Timide, timide, feroci come belve”

Maga Magò non è mai stata la strega elegante delle favole: è scomposta, rumorosa, imprevedibile e cambia forma ogni volta che le pare. Come il brano Feral Girl, che  celebra quelle donne che occupano spazio, ridono troppo forte e non hanno alcuna intenzione di diventare più docili per piacere agli altri. 

5. Brano: Strega Comanda
Strega: Morgana

“Da stasera comando io”

Morgana è la strega che si sottrae a ogni definizione: antagonista per alcuni, fata per altri. Come il celebre effetto Morgana, il miraggio che inganna lo sguardo, sfugge alle etichette e cambia forma a seconda di chi la osserva. Per questo incarna perfettamente il brano: il diritto di scegliersi da soli, senza lasciare che siano gli altri a decidere chi siamo. 

6. Brano: Litha
Strega: Ecate

“Vieni, vieni intorno al fuoco. Mescola anche tu le lacrime all’alloro”

Ecate è la dea della magia, dei crocevia e dei rituali notturni. Come Litha, il sabba del solstizio d’estate celebrato attorno al fuoco, incarna il momento della trasformazione: quello in cui si lascia andare ciò che pesa e si accoglie ciò che deve ancora arrivare. Tra fiamme, erbe e desideri affidati alla notte, la magia diventa un rito di passaggio. 

7. Brano: Solstizio d’estate
Strega: Sorelle Owens

“Chissà se ti innamorerai. Se te ne pentirai mai”

Le sorelle Owens di “Amori e altri incantesimi” sanno che ogni incantesimo d’amore porta con sé una conseguenza, ma scelgono comunque di amare. Come nel brano Solstizio d’estate, vivono quell’istante sospeso tra desiderio e destino, quando il futuro è ancora una domanda affidata alla luna e alla magia di una notte che sembra non finire mai. 

8. Brano: Magia Bianca, Magia Nera
Strega: Circe

“Dividi in due il mio sentiero. Devo capire che cosa davvero conta”

Circe è la strega dell’ambivalenza. Guarisce e trasforma, salva e condanna. Come il brano, rifiuta la divisione netta tra bene e male e abita il territorio più interessante: quello delle sfumature, perché è lì che si scopre chi si è davvero.

9. Brano: Nelle mie segrete
Strega: Medea

La traccia conclusiva è la più misteriosa del disco (anche come formato, è solo presente nel CD). Medea è la strega delle profondità, delle ferite e dei segreti inconfessabili. Come Nelle mie segrete, abita uno spazio interiore fatto di fragilità e contraddizioni, lontano dalle aspettative degli altri e come il brano rinuncia alla perfezione e si rifugia nelle proprie stanze segrete per difendere la propria umanità.

Tra streghe, dee, creature d’acqua e donne che la storia ha provato a mettere ai margini, Magia Bianca costruisce un immaginario in cui il fantastico diventa un modo per leggere il presente. E forse è proprio questo il filo che unisce tutte le protagoniste del disco: il rifiuto di essere definite da qualcun altro.

Perché le streghe di Francesca Michielin non vivono nei boschi o nelle fiabe. Vivono nelle contraddizioni, nei desideri e nelle libertà che ancora oggi continuiamo a rivendicare.

Francesca Michielin: una strega per ogni traccia di Magia Bianca