Dal 6 all’8 giugno, quattro località liguri si sono animate con la terza edizione di un festival interamente dedicato alla maiolica e alla sua secolare tradizione artigianale, dopo una prima edizione nata da un progetto di fondazione museo della ceramica di Savona. 

Il cuore dell’evento è la Baia della Ceramica, quell’area della Riviera di Ponente che si estende da Savona a Celle Ligure, da sempre legata a una storia in cui la ceramica ha saputo trasformarsi da oggetto d’uso quotidiano a linguaggio artistico vero e proprio.

A partire dagli anni ‘50, le due Albisole sono diventate il cuore pulsante per lo sviluppo di questo tipo di arte in Liguria, attraendo artisti dalla fama internazionale come Asger Jorn e Lucio Fontana, collezionisti come Christian Stein ma anche scrittori e poeti. Questa vibrante atmosfera che si è respirata nella zona del ponente per oltre 30 anni, ha permesso il consolidamento di una tradizione artigianale, artistica e di bottega connessa alla ceramica

Mazzotti, Ernan, Poggi e molti altri ceramisti hanno costruito la loro fortuna e un certo immaginario di lavorazione della ceramica artistica, utilizzato come riferimento ancora oggi. Sfruttando questa eredità, le generazioni più giovani si impegnano per mantenere viva la storia e la tradizione del territorio, con l’apertura di nuove botteghe (vedi Jean Clay Craft e Halyke Ceramiche) e soprattutto con il Festival della Maiolica. 

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Il festival si è articolato in un ricco programma di eventi, tra appuntamenti ufficiali e “off”, che hanno incluso laboratori, mostre, convegni e talk. È la dimostrazione concreta che anche un’arte apparentemente di nicchia può generare un forte senso di identità collettiva, andando oltre l’immagine stagionale e turistica del luogo, per affermarsi come motore culturale capace di attraversare le generazioni.

La project manager Paola Gargiulo, racconta che l’obiettivo dell’edizione è stato quello di “creare un dialogo tra generazioni di artigiane e artigiani e mettere in rete quattro città vicine ma dalla forte identità individuale. La varietà del programma – dalle performance alle cene, dalle visite guidate al teatro – ha permesso di restituire la complessità e la ricchezza stratificata di un territorio la cui vera forza risiede nella creatività diffusa dei suoi artigiani.”

Marta Palmieri, Phobos, 2023, refrattario

Tra i momenti clou, la Cena in bianco e blu di venerdì 6 a Savona, un omaggio ai colori iconici della ceramica savonese e un’occasione per coinvolgere la comunità locale e gli ospiti internazionali. Sabato 7, a Celle Ligure, è andato in scena il suggestivo rito del Forno Monumentale, a cura di Ceramiche Il Tondo di Marcello Mannuzza, Arbanella di Beatrice Minuto e Studio Elfo di Caterina. Al centro, la cottura di una grande balena di ceramica accompagnata da tante piccole balenottere realizzate dai bambini delle scuole. Dopo la cottura, la scultura è stata simbolicamente frantumata per distribuire le piccole opere ai partecipanti: un gesto collettivo intorno al fuoco, celebrato con un DJ set dai suoni marini, che ha trasformato l’accensione del forno in un vero rito comunitario.

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Il Festival della Maiolica si conferma così non solo come celebrazione di un saper fare antico, ma come un ponte tra passato e futuro, oltre che un potente strumento di coesione e marketing territoriale. 

Festival della maiolica: per scoprire il lato cool della ceramica