Non tutti i successi fanno rumore come fuochi d’artificio. Ce ne sono alcuni più simili al fuoco di un camino, che ardono lentamente, accompagnati da schiocchi appena sussurrati, ma ben più capaci di scaldare corpo e anima. Olivia Dean e la sua crescente fama appartengono alla seconda categoria: sulla scena dal 2018, la cantautrice è entrata in punta di piedi nel panorama musicale internazionale, ma sta attirando sempre più l’attenzione su di sè.
Dalla BRIT School a “The Art of Loving”: il percorso di Olivia Dean
Con 40,8 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, raccolti con quattro EP e i due album in studio “Messy” (2023) e “The Art of Loving” (2025), la Dean è al momento impegnata come opening act dello “Short n’ Sweet Tour” di Sabrina Carpenter e si sta preparando al suo tour europeo, che conta già 4 sold out all’02 Arena di Londra e toccherà anche l’Italia nel mese di maggio. Un percorso brillante, partito dalla nota BRIT School of Performing Arts & Technology di Londra – la stessa frequentata da Amy Winehouse, Adele e Leona Lewis, per capirci – e che l’ha vista muovere i primi passi come corista della band di musica elettronica Rudimental e anche condividere esibizioni itineranti sul suo furgone durante la pandemia; ma è negli ultimi mesi che l’interesse nei suoi confronti è cresciuto in modo evidente.



Il soul-pop della cantautrice britannica, tra anima ed eleganza
A conquistare il pubblico è sicuramente l’eleganza dell’artista britannica e della sua musica. La sua figura snella accompagnata dalla chioma voluminosa di capelli neri e da meravigliosi abiti raffinati la rende già visivamente una diva d’altri tempi, una specie di sirena pronta ad incantare il pubblico, con un garbo e una compostezza di movimento unici. La sua voce, poi, fa il resto: pacata, calda e rilassante, riesce a districarsi tra basi più movimentate ed altre più ariose mantenendo la sua morbidezza e le sue sfumature affascinanti.
Il genere di Olivia Dean è il soul-pop, che la accosta alle già citate Adele ed Amy Winehouse, e fa convivere nella sua produzione artistica due elementi: il primo, per fare un gioco di parole, è l’anima; e si tratta di un’anima delicata, come dicevamo, di quelle che chiedono permesso, che non strillano per farsi notare: comunicano la loro verità, la raccontano – autentiche e vulnerabili – e proprio per questo sanno arrivare ed essere riconosciute dalle loro simili.





L’amore a vent’anni e l’introspezione: il mondo di Olivia Dean
Il secondo elemento è una musicalità più fresca, catchy, abbinata ad una scrittura moderna e giovane, confacente ad una ragazza classe 1999. Perchè la cantautrice di Londra, dopotutto, è una giovane donna di 26 anni, alle prese con gli alti e bassi della prima età adulta, con il percorso altalenante di scoperta dell’amore, delle relazioni e dei propri sentimenti. Un viaggio interiore che le sue canzoni raccontano costruendo quadri introspettivi, grazie a sonorità che – a seconda del caso – cullano, fanno piangere o invitano a ballare, e grazie a riflessioni “auto-terapeutiche” in cui molti si possono immedesimare.
E se nel brano che chiude il suo album più recente, “I’ve seen it”, parla dell’arte di amare dicendo: “I know it’s somewhere in my chest, I guess it’s been inside me all along”, noi possiamo dire che, allo stesso modo, Olivia Dean porta dentro di sè la scintilla dalla quale scaturisce la sua fiamma – ammaliante, vulnerabile, sincera, innovativa nel suo essere misurata – come lei, come la sua musica.