Che il The Eras Tour di Taylor Swift sarebbe entrato nell’Olimpo della cultura pop era chiaro fin dall’annuncio. Ma oggi, ad un anno di distanza dalle due indimenticabili serate milanesi del 13 e 14 luglio 2024, possiamo dirlo con certezza: ci manca. Ci mancano i braccialetti scambiati tra sconosciuti, le urla a squarciagola e la sensazione – rara – di trovarsi esattamente nel posto giusto.

Taylor Swift ha portato in scena qualcosa di più di un concerto: ha costruito un’esperienza immersiva, teatrale, emotiva. Un viaggio in dieci atti – dieci ere – che attraversano l’evoluzione musicale e personale di un’artista capace di trasformare ogni canzone in un molto di più. Un rito collettivo nel quale ogni set racconta una storia a sé, supportata visivamente da costumi, scenografie, coreografie e colori – che restituiscono l’atmosfera di ciascun album. Dai drammi adolescenziali di Fearless alla svolta indie-folk di Folklore e Evermore, ogni era sembra naturalmente dare vita alla successiva. 

Il risultato? Uno spettacolo teatrale ed emotivo, ma anche estremamente intimo, dove nulla è lasciato al caso. Esempio emblematico di stratificazione e studio sono infatti le Easter eggs, indizi disseminati in testi, videoclip, scenografie o outfit – parte di uno stratificato linguaggio condiviso con la fanbase, che da anni gioca a decifrare ogni dettaglio.

Quindi, forse, il vero segreto di Swift è lo storytelling: la sua capacità di creare narrazioni, magia ed interesse ovunque posi lo sguardo. Perché se ci si limita a riconoscersi nelle sue canzoni – teatro di cuori infranti, rivincite, amicizie che cambiano – si assapora solo un frammento del suo universo, della memoria collettiva. 

Non bisogna tralasciare l’impatto sociale (e social) che il The Eras Tour ha contribuito a creare: nel 2023, solo su TikTok, i video a tema The Eras Tour hanno superato i 1,9 milioni – con picchi di oltre 380 milioni di visualizzazioni giornaliere. Qui, la fanbase ha condiviso scelta e creazione degli outfit ispirati alle varie ere, postato recensioni emotivamente sincere del concerto, analizzato ogni dettaglio delle performance alla ricerca di significati nascosti. Colori dei microfoni e dei molteplici costumi di scena indossati dalla performer sono stati oggetto di illazioni, come la scelta di specifici brani durante le Surprise songs – medley acustico ogni sera diverso, ogni volta irripetibile. In occasione della prima serata milanese, la scelta di Swift è caduta su The 1 e Wonderland accompagnate da chitarra acustica, I Almost Do e The Moment I Knew dal pianoforte. La sera seguente, Mr Perfectly Fine e Red, poi Getaway Car e Out of the Woods – decisione motivata dall’energia e dal trasporto dimostrati dalla folla della night 1, come da lei sottolineato sul palco prima della performance di questi ultimi brani. 

Fans outside of the stadium. Credit: Marissa Alper

Tuttavia, dietro l’impatto emotivo c’è una visione imprenditoriale lucidissima. Swift è un’artista con il totale controllo del proprio lavoro ed un senso strategico fuori dal comune. The Eras Tour è diventato un successo non solo artistico, ma anche economico: ogni tappa ha registrato il sold out, con una domanda tale da mandare in tilt Ticketmaster. Per capirci: secondo l’azienda, solo in USA, per soddisfare tutti gli utenti che hanno provato ad acquistare un biglietto sarebbero serviti 900 concerti. Novecento. E chiunque sia uscito vincitore dalla Great War (così la fanbase aveva soprannominato la ricerca e l’acquisto dei biglietti per il tour) ha goduto della performance di 44 brani – quasi tre ore e mezza di show – suddivisi in nove atti tematici, dieci in Europa. Infatti, nella primavera 2024, è stata aggiunta un’intera sezione dedicata a The Tortured Poets Department – album fresco di pubblicazione –  con nuove scenografie, coreografie, costumi ed un impianto visual inedito. 

Per chiudere il concatenamento mediale e mediatico, nell’ottobre 2023 Swift ha esordito al cinema (e poi su Disney+) con il film Taylor Swift: The Eras Tour, permettendo di vivere l’esperienza anche a chi non era riuscito ad avere un biglietto. Presto sono diventati virali video che riprendevano fan ballare e cantare durante la proiezione del film-concerto, atto di rottura delle “regole del galateo” nelle sale ed arricchimento dell’esperienza di fruizione. Con oltre 260 milioni di dollari incassati, è diventato il film concerto con il maggior successo nella storia del box office. 

Il The Eras Tour, quindi, è stato molto più di un tour mondiale. 

Un fenomeno culturale e partecipativo. Un progetto artistico e commerciale costruito con intelligenza, creatività e rispetto per chi ne fa esperienza. Un esempio emblematico di come un’artista possa reinventarsi continuamente senza mai perdere contatto con la propria identità – e con il proprio pubblico.

È passato un anno dal The Eras Tour di Taylor Swift