Durante la Milano Design Week 2026, anche il cibo diventa progetto. Ecco una guida di dove mangiare durante la design week 2026.
Temporary bar, bistrot e installazioni gastronomiche trasformano la pausa pranzo (o l’aperitivo) in un’estensione naturale del Fuorisalone: non solo mangiare, ma vivere un’esperienza coerente con quello che succede fuori.
Tra collaborazioni inedite, takeover e format effimeri, ecco una selezione di indirizzi dove fermarsi davvero questo weekend.
Geronimo Bar
📍 Via della Spiga 30
Nascosto dentro la gallery di Jacques Marie Mage, il Geronimo Bar è uno di quei posti che sembrano fuori dal tempo. Interni in marmo bordeaux, atmosfera americana e cocktail classici reinterpretati (tra cui un martini ispirato a Ernest Hemingway).


Marni Ă— Cucchi
📍 Corso Genova 1
Marni reinterpreta la storica Pasticceria Cucchi trasformandola in uno spazio tra design e ritualità quotidiana. Pattern rétro, palette rosso-verde e una proposta aperitivo firmata Martini.


Bar Laura
📍 location su registrazione
Direttamente dalla Vienna Design Week, la designer Laura Karasinski porta a Milano un bar temporaneo pensato come spazio di scambio. Un aperitivo che diventa network, con oggetti e progetti di designer internazionali.

Davide Longoni Ă— Alcova
📍 Villa Bagatti Valsecchi, Varedo
All’interno di Alcova, uno degli appuntamenti più seguiti del Fuorisalone, il panificio Davide Longoni torna a curare l’area food. Un progetto che lavora sul confine tra artigianato e design, portando il pane dentro un contesto di ricerca contemporanea.
In menu: focacce, michetta reinterpretata, prodotti da forno e dolci signature — pensati come estensione del processo creativo.



Toscania x Bitossi Home
📍 Via Ausonio 7 / Via Santa Marta 19
Bitossi Home presenta un format che unisce artigianato e food.
Panini, vino e un allestimento che racconta una Toscana contemporanea attraverso design e materiali.


Veuve Clicquot Café
📍 Mediateca Santa Teresa
Veuve Clicquot presenta Clicquot Café all’interno dell’installazione di Yinka Ilori.
Un café temporaneo con menu all-day e degustazioni.



Osteria Fiori di Marimekko
📍 Via Ascanio Sforza 75
Marimekko porta alla Milano Design Week 2026 un’esperienza immersiva che unisce design finlandese e gastronomia.
Al centro del progetto la stampa Kukasta kukkaan di Erja Hirvi, che trasforma lo spazio in un giardino visivo fatto di macro-fiori e superfici tessili. L’esperienza si costruisce su più livelli: profumi floreali, materiali, ceramiche in edizione limitata e un menu curato dalla chef Maud Saddok.


Caffè Sospeso di Spazio Pesca
📍 Via Paolo Sarpi 56
Durante la Milano Design Week 2026, Spazio Pesca si trasforma in Caffè Sospeso, un café temporaneo progettato da Studio Sospeso.
Più che un semplice punto ristoro, è uno spazio che riflette sul rituale quotidiano del caffè, trasformandolo in esperienza progettuale. L’allestimento unisce le ceramiche di Martedì e una selezione di oggetti vintage curata da Klubhunts, costruendo un ambiente intimo e raccolto.


La Bella Tavola di Alessi x Ettore Sottsass
📍 Palazzo Stampa di Soncino, via Soncino 2
Durante la Milano Design Week 2026, Alessi presenta La Bella Tavola, un’installazione che rende omaggio all’immaginario di Ettore Sottsass.
Il progetto, firmato da Andrea Incontri con allestimento a cura di Alessandra Grillo, trasforma il tavolo in uno spazio simbolico di relazione e ritualitĂ quotidiana. Al centro, il pane diventa elemento narrativo: non solo cibo, ma gesto, condivisione e cultura.

Strucchi x Cassina
📍 Via Durini 16
Inaugurato durante la Milano Design Week 2025, questo spazio è una vetrina-flagship dove ogni dettaglio è curato con precisione. Le dimensioni sono intime, ma l’impatto è immediato: ci si accomoda sulla Superleggera di Gio Ponti e si entra subito nel dialogo tra la storia del design e la ritualità del bere italiano.


IKEA x Spazio Maiocchi
📍 Via Achille Maiocchi 7
Non è una mostra, è una tavola apparecchiata. A Spazio Maiocchi, durante la Design Week, “Food For Thought” prende il design e lo porta dove raramente osa stare: dentro il gesto quotidiano del cucinare, del condividere, del mangiare insieme. Il progetto diventa così un campo d’azione più che uno spazio espositivo, dove il Democratic Design di IKEA si misura con qualcosa di vivo, instabile, inevitabilmente collettivo.