Ditonellapiaga nel suo album Miss Italia, uscito esattamente un mese fa, lo scorso 10 aprile, esplora il decadimento dei canoni di bellezza indossandoli tutti, dal primo all’ultimo.
E se un’invidiabile quantità di lacrime televisive sono state versate negli anni in cui il concorso di bellezza Miss Italia (che incorona dal 1946 “la più bella del Belpaese”) faceva più share di Belve, qualcosa voleva dire. 

E ora, come un Paese che esce sconfitto da una guerra, ci laviamo le mani dal peccato di aver canonizzato una bellezza effimera e inaccessibile. Abbiamo anche trovato un capro espiatorio: Patrizia Mirigliani, figlia del fondatore del concorso, che ha provato in tutti i modi a riportare le “sue” ragazze in prima serata su Rai 1, ottenendo per lo più qualche risata di circostanza dai capi struttura.

Il declino di Miss Italia

Non c’è nemmeno bisogno di esplicitare le motivazioni che hanno portato al repentino declino di Miss Italia, ma un rifiuto così netto a una “sagra della carne” che, diciamocelo, non è di certo la peggiore che abbiamo visto sulla tv generalista, muove se non altro una provocazione: è tutto come prima, ma non si può più dire o le cose sono davvero cambiate?

Per Ditonellapiaga, con quell’estetica da Jessica Rabbit contemporanea che fino all’ultimo lascia sospesi tra personaggio e verità, è più probabile la prima opzione.

L’ironia di Ditonellapiaga

Nel suo album Miss Italia, uscito lo scorso 10 aprile, esplora il decadimento dei canoni di bellezza indossandoli tutti, dal primo all’ultimo. Si rende talmente tanto giudicabile da far perdere a chiunque, anche gli haters più accaniti, il potere di farlo. Non è genio, è giocoleria. In tracce come Hollywood, Prima o poi, Le brave ragazze, affronta con profonda e disarmante ironia il doloroso, ma inevitabile passaggio dall’illusione che basti essere quello che gli altri si aspettano per brillare, alla consapevolezza che a questa costrizione il nostro corpo si ribellerà.

Siamo nati, insomma, per essere inadeguati. E Ditonellapiaga in Miss Italia ce lo dimostra facendoci ballare, perché è proprio nel momento in cui il corpo si libera dalla postura che si scatena la bellezza assoluta dell’imperfezione. 

Forse è tutto come prima ed è solo cambiata la forma – meno esplicita e quindi più subdola – con cui la bellezza e la femminilità vengono canonizzate. Ma ogni tanto la musica fa il grande miracolo di smetterla di raccontare e basta per trovare soluzioni concrete. Per un elenco che fa invidia alle campagne di sensibilizzazione, conviene ascoltare il nuovo album di Ditonellapiaga.

Ditonellapiaga in Miss Italia canta la fine delle ragazze perfette