Ha aperto a Londra il David Bowie Centre, un archivio che offre un’immersione rara e preziosa nel processo creativo di un artista che ha rivoluzionato la cultura con la sua poliedricità. 

Situato nel V&A East Storehouse, nel cuore del Queen Elizabeth Olympic Park di Stratford, il Centre custodisce e rende accessibile un archivio straordinario composto da oltre 90.000 oggetti, patrimonio personale e artistico del Duca Bianco.

All’interno si respira l’energia di un’esistenza che ha intrecciato musica, moda, teatro, arti visive e performance: non solo costumi iconici ma anche strumenti, manoscritti, fotografie, lettere, diari, appunti sommari e schizzi, corrispondenze private e testi originali. 

Ph. courtesy of the Victoria and Albert Museum

Tra i pezzi più emblematici, si trova la chitarra acustica dell’era Ziggy Stardust, l’incredibile soprabito creato da Alexander McQueen per il concerto del 50° compleanno di Bowie, e abiti di Kansai Yamamoto che incarnano l’impatto visivo e identitario del Bowie trasformista e sfaccettato.

L’archivio include anche post-it con idee, bozzetti di progetti inediti come il musical “Young Americans” e “The Spectator”, e materiali per un’opera teatrale ispirata a “1984” di Orwell, opere mai ultimate ma dal valore documentale e creativo enorme. 

La tavolozza di David Bowie. Image courtesy of the Victoria and Albert Museum. © The David Bowie ArchiveTM Olivia Singleton
The David Bowie Centre. Photo: David Parry / PA Media Assignments

La struttura è stata progettata dallo studio IDK e l’archivio curato dalla storica d’arte Madeleine Haddon e arricchito da collaborazioni con figure come Nile Rodgers, storico produttore di Bowie, il Centre offre un programma di mostre tematiche in rotazione, laboratori, e momenti di approfondimento e ricerche per permettere al visitatore di entrare nel vivo del processo creativo dell’artista. 

L’accesso e la consultazione dell’archivio è libero con prenotazione. Attraverso il servizio “Order an Object”, i visitatori possono prenotare fino a cinque pezzi per visita. I materiali più fragili come scritti, schizzi o fotografie, si possono invece esaminare con un appuntamento insieme al team.

David Bowie Centre: l’archivio di un’icona multidimensionale