C’è un prima e un dopo in ogni gesto d’amore. Quando, l’ultimo singolo di Andrea Laszlo De Simone, abita proprio quel confine: non forza la porta, lascia filtrare l’aria, osserva come la polvere cambia traiettoria.

In sette minuti sospesi, pubblicati il 29 agosto, Andrea mette in scena una resa dolce e testarda: arrendersi all’umanità che ci abita, alle fragilità che non si curano con la fretta, al sentimento che non ha bisogno di spiegazioni ma solo di tempo per attraversarci.

Nel suo vocabolario musicale la canzone è tutta spazio. L’arrangiamento respira largo, senza ostentazioni: archi come una luce che filtra, tastiere in filigrana, percussioni misurate. La voce rifiuta ogni forma di protagonismo e sceglie di accompagnare con una persuasione lenta, costruendo un’intimità condivisa che somiglia a una stanza in penombra, dove si entra in punta di piedi.

Il testo si aggrappa a un avverbio che diventa domanda identitaria: quando ci siamo ascoltati davvero? Quando abbiamo imparato a riconoscere le nostre emozioni e responsabilità? La risposta non è nel significato letterale, ma in un montaggio emotivo che traduce l’invisibile: la nostalgia dei gesti minimi, il tremito che ci tiene insieme, l’amore che arriva senza preavviso e ci spiazza.

“È colpa del respiro, fragile come me…” sussurra Andrea. Una frase che diventa chiave d’accesso a un lessico in cui colpa, istinto, amore e silenzio non sono concetti astratti, ma materia viva. La voce si muove come una telecamera intima: stringe i dettagli, poi arretra, lasciando spazio a un’orchestrazione che accompagna senza invadere, come un mare che tiene a galla i pensieri.

Quando è anche il prima delle responsabilità: l’istante irrazionale in cui cerchiamo alibi per non guardarci dentro. Andrea lo descrive:

“un momento di difficoltà, di sopraffazione, in cui la mente suggerisce alibi per giustificare gli errori e le contraddizioni. È l’attimo che precede l’assunzione delle responsabilità, l’irrazionale riflesso con cui respingiamo l’idea di averne. Una goffa quanto umana ricerca di comprensione”.

Questo singolo apre la strada a Una lunghissima ombra, il nuovo progetto in uscita il 17 ottobre per 42 Records. “Una lunghissima ombra sono le emozioni intrusive”, spiega Andrea: immagini e ricordi che irrompono all’improvviso, isolandoci dalla realtà quotidiana. E come il tempo, anche l’amore e la morte, la guerra e la paura, l’ingiustizia e — forse più che mai oggi — il futuro, sono ombre che ci attraversano.

“Quando tu mi stringi, sei in grado di ferirmi”: è una dichiarazione d’amore onesta, che accetta la ferita come parte del patto. Quando è questo patto messo in musica, con la delicatezza di chi ha imparato che la tenerezza non è debolezza, ma un modo rigoroso di stare al mondo.Un tassello che, insieme ai singoli precedenti, annuncia un album destinato a incidere sul nostro autunno. Perché in fondo, nelle ombre lunghe del tempo, è sempre lì che torniamo: alle attese, e ai quando che ci definiscono.

Dai “Quando” che ci attraversano a “Una lunghissima ombra”: torna Andrea Laszlo De Simone.