Bologna rinnova il suo storico appuntamento con Arte Fiera, in programma dal 6 all’8 febbraio 2026. Giunta alla 49ª edizione, la celebre fiera di arte moderna e contemporanea si conferma come uno dei principali punti di riferimento e di propulsione artistica del panorama italiano e internazionale: un luogo di incontro tra passato e futuro, tra gallerie e collezionisti, tra artisti affermati e nuove voci della scena emergente.

Con il titolo Cosa sarà, Arte Fiera 49, sotto la direzione di Davide Ferri e Enea Righi, si presenta come una riflessione essenziale sul clima di incertezza del presente e sugli interrogativi che attraversano il futuro.

In un contesto così vibrante e creativo, anche il modo di vivere la città diventa parte dell’esperienza della fiera. Per questo, abbiamo voluto accompagnarvi con una guida pensata per chi arriva a Bologna nei giorni di Arte Fiera: un itinerario che intreccia cibo, eventi collaterali e hospitality, per scoprire non solo ciò che accade nei padiglioni, ma anche tutto quello che in quei giorni rende la città un’estensione viva della manifestazione.

Dove mangiare a Bologna durante Arte Fiera

Arrivando a Bologna è naturale lasciarsi trasportare dai sapori di casa: ragù che sobbolle, pasta fresca tirata a mano, una cucina che fa parte dell’identità della città. La nostra scelta va alle trattorie storiche, come Osteria Bottega (via Santa Caterina 51/a), che porta avanti la tradizione petroniana unendo storia, qualità e una ricerca continua, riconosciuta anche dalla stella Michelin. Nelle sue sale si trova esattamente ciò che si viene a cercare a Bologna. 

Avete mai sognato di mangiare un vostro piatto seduti al tavolo di un ristorante? Allora c’è una tappa che non può mancare in un weekend bolognese: l’Osteria del Sole (Vicolo Ranocchi 1/d). Fondata nel 1465, in un’Europa che ancora non immaginava l’esistenza delle Americhe, è una delle istituzioni più autentiche della città. A due passi dal mercato del Quadrilatero, qui le regole sono semplici: il cibo lo portate voi, scelto magari tra i banchi del mercato, mentre il vino lo mette l’osteria, già pronto ad aspettarvi sulla tavola. Un patto antico che racconta la città meglio di qualsiasi guida.

Bologna, però, non è solo tagliatelle e tortellini. Accanto alla tradizione convivono locali dallo sguardo contemporaneo, capaci di mescolare stili e tendenze. Tra questi segnaliamo Birba (via San Mamolo 31b), bistrot dall’aria parigina ospitato in un’ex salumeria storica: ideale per un calice al volo, per i suoi toast gourmet o per i pranzi domenicali a base di lasagna, spesso accompagnati da dj set nel weekend.

Cosa visitare

Così come l’appetito cresce mangiando, anche l’arte genera fame di curiosità. Nei giorni di Arte Fiera, Bologna si trasforma in un percorso diffuso fatto di mostre, aperture speciali ed esposizioni da scoprire fuori dai padiglioni della fiera, promosso dalla ART CITY Bologna 2026 (5–8 febbraio). Per questo abbiamo selezionato alcuni appuntamenti imperdibili, pensati per appagare il vostro appetito artistico.

Bologna è la casa e la culla di Giorgio Morandi, pittore dalla profonda indipendenza stilistica, spesso accostato alla stagione metafisica della pittura italiana. La Casa Museo Morandi (Via Fondazza 36) che accolse l’artista e la sua famiglia fino al 1964, torna protagonista, aprendo le sue porte a una mostra dedicata a Concetto Pozzati, figura e artista che ha attraversato e messo in dialogo le principali correnti del secondo Novecento, dal Surrealismo all’Informale fino alla Pop Art. 
Da e per Morandi è il titolo del progetto espositivo a cura di Maura Pozzati: una serie di lavori che raccontano un confronto durato oltre quarant’anni con l’opera morandiana, tra dipinti, scritti e riflessioni sulla sua pittura.

Per chi ama la fotografia, la Fondazione MAST (Via Speranza 42) propone Living, Working, Surviving, mostra del celebre fotografo canadese Jeff Wall, curata da Urs Stahel. L’esposizione fa parte della VII edizione di Foto/Industria, Biennale di Fotografia sull’Industria e il Lavoro, e offre un percorso completo tra le opere che hanno segnato la carriera di uno dei maggiori protagonisti della fotografia contemporanea.

I lavori di Wall, per citare Balzac, catturano la vastità della commedia umana: scene di vita quotidiana, gesti e rituali di chi lavora per vivere e vive lavorando, raccontati nella loro straordinaria normalità, trasformando l’ordinario in arte contemplativa.

Chi vuole uscire dai portici e scoprire un lato insolito di Bologna può visitare Anita Rubiku con la mostra I’m Still Standing, dall’omonima canzone di Elton John, ospitata nella Casa Circondariale Rocco D’Amato (Via del Gomito 2), ai margini della città. A cura di Elisa Fulco, l’esposizione trasforma fino all’8 febbraio il carcere in uno spazio culturale e collettivo, reinventando le sue mura per ospitare un dialogo tra la realtà penitenziaria e i cittadini, veicolato dal messaggio e dalle opere dell’artista.Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Associazione Acrobazie, da oltre dieci anni impegnata a creare una rete tra carcere e città, promuovendo la rigenerazione sociale attraverso la cultura.

Dove alloggiare a Bologna

Se arrivate da forestieri nella città rossa, abbiamo pensato a un paio di consigli su dove riposare dopo le vostre giornate tra padiglioni della fiera, eventi off-site, lambrusco e ragù.

Se l’idea è restare nel cuore di Bologna, puntate sull’Hotel Corona d’Oro (Via Guglielmo Oberdan 12): fascino antico, stile senza tempo e con quell’aria da eleganza che ha fatto pace con il tempo. In alternativa, l’Hotel Metropolitan (Via dell’Orso 6), più vivace e contemporaneo, perfetto contrappunto all’allure medievale della città.

Per chi invece sogna di perdersi sui colli bolognesi, proprio come cantava Cesare Cremonini, il consiglio è un weekend a Villa Gotti (Via Vittorio Piutti 22).

Edificio razionalista nato da un’idea di Enrico De Angeli, sorge sul Colle Mamolo e vi avvolge in tutte le possibili declinazioni dell’arte e del paesaggio bolognese.

Cosa fare a Bologna durante Arte Fiera 2026