Sabato 28 febbraio, mentre in Italia si accendevano le luci dell’Ariston per la finale del Festival di Sanremo, a Manchester andava in scena un’altra grande celebrazione della musica: i Brit Awards 2026, per la prima volta ospitati alla Co-op Live Arena. Due mondi paralleli, due modi diversi di intendere lo showbiz, ma la stessa, identica ambizione: fotografare lo stato dell’arte del pop contemporaneo.
Il trionfo di Olivia Dean ai Brit Awards 2026
La grande vincitrice della serata è stata senza dubbio Olivia Dean, che ha conquistato ogni categoria in cui era candidata: Artist of the Year, Pop Act, Album of the Year con The Art of Loving e Song of the Year per Rein Me In insieme a Sam Fender.
Visibilmente emozionata durante il terzo viaggio verso il palco, ha ringraziato con poche parole: “servono tante persone straordinarie per fare un buon artista… non so cos’altro dire. Grazie, ciao!“. Un trionfo netto, che la consacra come nuovo volto mainstream della scena britannica, capace di coniugare scrittura classica e sensibilità contemporanea.


La performance che ha messo tutti in silenzio: Rosalía con Björk
Se i premi hanno raccontato una parte della storia, le performance hanno scritto il resto. E il momento più audace della serata è stato senza dubbio quello di Rosalía.
La cantante spagnola – poi premiata come International Artist – ha portato sul palco Berghain, in un’esibizione che ha sfidato ogni etichetta: archi tempestosi, vocalità wagneriana, tre cambi di tempo, un’apparizione di Björk (letteralmente vestita come un alieno blu), e un finale che si è trasformato in un breakdown da club berlinese.
Un atto teatrale, quasi operistico, sospeso tra preghiera e rave. La sala stampa ha trattenuto il fiato. Il pubblico pure.




Il ritorno di Harry Styles
Ad aprire la serata, chi meglio di Harry Styles con il brano intitolato proprio Aperture? Presentatosi in un completo gessato Chanel dal punto vita vertiginosamente alto e un look da divisa scolastica reinventata ha ammaliato il pubblico con una coreografia fluida e tecnicamente complessa, eseguita con la solita naturalezza.
È l’inizio della sua nuova era – “Kiss All The Time, Disco Occasionally” – che promette sonorità più club rispetto ai lavori precedenti. Un’apertura potente, fisica, ironica.

Gli altri vincitori dei Brit Awards 2026
Group of the Year: Wolf Alice
Breakthrough Artist: Lola Young
International Artist: Rosalía
Songwriter of the Year: Noel Gallagher
Curioso il caso di Noel Gallagher, premiato come autore dell’anno pur senza aver pubblicato nuovo materiale: è stato il tour degli Oasis a riportarlo al centro della scena.


L’omaggio a Ozzy Osbourne
Momento carico di emozione con il tributo a Ozzy Osbourne, insignito postumo del Lifetime Achievement Award. A rendergli omaggio è stato Robbie Williams, che ha eseguito No More Tears insieme ad Adam Wakeman, Robert Trujillo, Tommy Clufetos e Zakk Wylde. Un ponte ideale tra generazioni, tra il metal classico e il pop britannico più spettacolare.


Le reaction più memorabili
Tra i “vincitori morali” della serata anche le reazioni in platea:
- CMAT, sconfitta nella categoria internazionale, ha mimato un crollo melodrammatico per le telecamere.
- Jim Legxacy, battuto da Lola Young come emergente, ha espresso la propria delusione impilando un drink sopra l’altro con stoica compostezza.

La conduzione di Jack Whitehall
Alla sua sesta e ultima volta come host, Jack Whitehall ha scelto di non fare prigionieri. Battute taglienti su Robbie Williams (“più comeback della sua attaccatura dei capelli”), su Lily Allen e sul sindaco di Manchester Andy Burnham.
Una gag su Peter Mandelson è stata addirittura tagliata dalla trasmissione televisiva. Segno che, anche in un’epoca di streaming e viralità, il confine tra ironia e censura resta delicato.
Brit Awards vs Sanremo: due facce dello show
Così, mentre l’Italia incoronava Sal Da Vinci come il nuovo vincitore di Sanremo, il Regno Unito celebrava una scena musicale sempre più ibrida: pop sofisticato, contaminazioni club, ritorni rock e performance che hanno sfiorato la performance art.
Se Sanremo rimane il rito collettivo per eccellenza, i Brit Awards 2026 hanno mostrato un’industria che punta sull’immaginario globale, sulla spettacolarità e sulla contaminazione internazionale.
Il nome della notte? Olivia Dean.
Il momento iconico? Rosalía e Björk.
Il segnale più forte? Il pop britannico ha smesso di guardarsi allo specchio e ha ricominciato a guardare il mondo.