Sì, perché un conto è soffiare le candeline sulla torta. Un altro è far esplodere la Royal Albert Hall in un tripudio di archi, corni, fiati, percussioni, arpe e l’inconfondibile voce di Florence Welch. E se sei un album pivotale nella storia di Florence + The Machine, perché non festeggiare proprio così? Il risultato sarà Symphony of Lungs, non solo un concerto ma anche un disco, che celebrano un anniversario e un modo di intendere la musica, come rito di trasformazione.

C’è un momento, nella registrazione della BBC Proms del 19 ottobre 2024, (festival estivo di musica orchestrale, che si tiene principalmente alla Royal Albert Hall di Londra) in cui la voce di Florence Welch, vestita di rosso, sacerdotessa pagana di noi anime viventi, si solleva sopra l’orchestra e tutto sembra fermarsi. È l’inizio di Cosmic Love. Un respiro collettivo, di ritorno a quella materia primordiale che ha segnato il successo del gruppo britannico. 

Andy Paradise – BBC
Andy Paradise – BBC

Quando la BBC annunciò che i Florence + The Machine avrebbero chiuso la stagione dei Proms con Jules Buckley e la BBC Concert Orchestra, la notizia ha generato sorpresa. I Proms, da oltre un secolo, sono la roccaforte della musica sinfonica britannica, in cui una Florence Welch scalza potrebbe sembrare fuori posto. Con un’orchestra di oltre settanta elementi, Buckley, già noto per aver orchestrato Amy Winehouse e Arctic Monkeys, dimostra il contrario, dirigendo un ensemble al fianco di Welch, capace di muoversi fluidamente tra la fragilità e la potenza.

Buckley non si limita a “vestire” le canzoni di Lungs con abiti orchestrali, ma le riscrive dall’interno, giocando su quella tensione teatrale che tanto caratterizza l’opera. La voce indomabile di Welch ci mostra, ancora una volta, come si abita il suono, vivendolo come un rito di purificazione: “Riascoltare quelle canzoni è come leggere il diario di un’altra me, ma anche ritrovare la mia origine,” ha dichiarato in un’intervista alla BBC.

Se nel 2009 Lungs era stato un urlo di autodeterminazione, una fuga dalle ferite e dalle paure, la versione orchestrale diventa un dialogo maturo con la memoria: un disco che sopravvive al tempo perché parla del bisogno di rinascita.

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