Sarà sicuramente capitato anche a te di avere dei periodi in cui non fai che ascoltare i tuoi “brani che ti piacciono”, quelle canzoni che equilibrano la carica energetica e l’umore. 
Poi, all’improvviso, nasce la voglia di scoprire nuova musica ed è proprio lì che ci troviamo di fronte all’assenza di qualcosa di nuovo, quasi vorremmo che i nostri artisti preferiti fossero pronti per noi con un nuovo disco in cui rifugiarci. Così proviamo a colmare questa sensazione di stallo affidandoci alle playlist create automaticamente dalle piattaforme, nella speranza di scoprire nuovi artisti o riscoprire vecchie canzoni.

Ma come mai in alcuni periodi sembra che nessuno componga nuova musica?

Il calendario musicale e il mood congruent listening

L’industria musicale segue una sorta di calendario invisibile: le stagioni, le vacanze, gli eventi e le abitudini che scandiscono la nostra vita, sono come un orologio biologico della produzione, distribuzione e consumo anche di prodotti musicali. 

Ma può essere davvero tutto dominato dalle leggi di mercato? Oppure queste si sono adattate nel tempo alle esigenze e alle abitudini del pubblico? Il rapporto tra le due cause risulta circolare, un pò come rispondere alla domanda: è nato prima l’uovo o la gallina?

Da un lato, l’industria musicale risponde sì alle leggi di mercato, ma dall’altro lato queste stesse logiche si costruiscono osservando il Life Style delle persone. In alcuni periodi si è più propensi a viaggiare, a volere musica energetica, solare, altri periodi invece abbiamo bisogno di riassestarci. Da un punto di vista psicologico esiste infatti il concetto di mood congruent listening: spesso cerchiamo musica che accompagni il nostro stato emotivo o il contesto che stiamo vivendo. Le stagioni influenzano il nostro umore  il quale a sua volta stabilisce cosa ascoltiamo.

Di questo panorama composto da diversi POV, cerchiamo di affrontarne alcuni, step by step. 

Il calendario micro: quando pubblicare un singolo

Dietro ogni uscita musicale esiste una pianificazione molto più complessa di quanto si possa immaginare. Una volta completato un brano, raramente un artista lo pubblica immediatamente. È necessario creare aspettativa, preparare contenuti per i social, organizzare campagne promozionali e, soprattutto, dare tempo alle piattaforme digitali e agli uffici stampa di svolgere il proprio lavoro.

Per un singolo, il periodo di preparazione ideale è generalmente di circa un mese. Questo consente all’artista di presentare il brano alle playlist editoriali delle piattaforme di streaming e di costruire una strategia di comunicazione efficace. Se invece si tratta di un album, i tempi si allungano: una campagna promozionale completa può richiedere anche tre mesi di preparazione, specialmente quando intervengono addetti stampa e media specializzati.

E poi c’è una curiosità che probabilmente avrai notato: perché così tanta musica esce proprio di venerdì? La risposta risale al 2015, quando l’industria discografica internazionale adottò il modello del New Music Friday. Da quel momento il venerdì è diventato il giorno globale delle nuove uscite. La scelta chiaramente non è casuale: pubblicare un brano all’inizio della settimana di rilevazione consente di accumulare sette giorni completi di stream e vendite prima della chiusura delle classifiche. In questo modo tutti gli artisti competono nelle stesse condizioni e i risultati possono essere confrontati in maniera più equa.

Il calendario annuale: le stagioni della musica

Se allarghiamo lo sguardo all’intero anno, emergono periodi particolarmente favorevoli per le nuove uscite. La primavera rappresenta uno dei momenti più strategici: si avvicina la stagione dei festival, c’è il tempo necessario per costruire una campagna estiva e un singolo pubblicato tra marzo e maggio può trasformarsi in una vera e propria summer hit.

Anche l’autunno è tradizionalmente molto ricco di pubblicazioni. Con il rientro dalle vacanze riprende l’attività mediatica, aumentano le occasioni promozionali e molti artisti cercano di posizionarsi per le classifiche e i riconoscimenti di fine anno.

Esistono però anche periodi meno favorevoli. Ad agosto molte redazioni lavorano a ranghi ridotti, giornalisti e addetti stampa sono in ferie e gli eventi diminuiscono. Per questo motivo gli artisti tendono a evitare le settimane centrali dell’estate per i lanci più importanti. Lo stesso vale per la fine di dicembre, quando l’attenzione del pubblico si concentra sulle festività e sulle tradizionali classifiche di fine anno. Gennaio, infine, è spesso un mese di ripartenza e pianificazione.

La musica segue le fasi dell’attenzione. Le case discografiche osservano il comportamento del pubblico e cercano di intercettarlo; il pubblico, a sua volta, viene influenzato dalle uscite che il mercato concentra in determinati momenti. Forse è proprio per questo che alcuni mesi sembrano esplodere di novità mentre altri appaiono sorprendentemente silenziosi. Dietro ogni canzone che arriva nelle nostre cuffie esiste un calendario invisibile che, anno dopo anno, continua a scandire i cicli dell’industria musicale. Quindi la domanda finale è: chi siamo, cosa ascoltiamo mentre nessuno pubblica niente di nuovo?

Chi decide quando esce nuova musica?