Nato a Torino nel 2002, il C2C Festival è diventato uno degli appuntamenti più riconoscibili della musica elettronica d’avanguardia in Europa. Nel 2026 ha celebrato il suo venticinquesimo anniversario e, in conclusione di quest’edizione, abbiamo deciso di ripercorrere le tappe che ne hanno segnato l’identità raccontando quelli che sono stati gli eventi che hanno contribuito a renderlo un riferimento internazionale.
In origine chiamato Club To Club, il festival accompagna da sempre la trasformazione di Torino, centro di dialogo tra club culture e istituzioni culturali. Il suo nome nasce dalla formula delle prime edizioni, quando il pubblico poteva spostarsi tra diversi locali con un unico biglietto. Come raccontato da Giorgio Valletta, uno dei fondatori, l’idea era quella dello «spostamento fisico da un locale all’altro nella notte torinese».
Le origini: dalla club culture torinese al progetto internazionale
Le radici del festival risalgono alla fine degli anni Novanta e all’esperienza di Situazione Xplosiva, associazione culturale legata alla scena elettronica torinese. Tra i protagonisti della nascita del progetto figurano Sergio Ricciardone, Roberto Spallacci e Giorgio Valletta. La prima intuizione avuta dal gruppo è stata quella di trasformare Torino in un circuito musicale. La musica diventava così il centro di un’esperienza urbana dedicata alla scoperta di nuovi artisti e alla comunità dei clubber mettendo in gioco locali come Jammin’, BarBar e Notorius. Tra i nomi della prima fase figurano Jeff Mills, Tiga e Ricardo Villalobos.

2007-2012: il Lingotto e il cambio di scala
Nel 2007 il festival individua nel Lingotto Fiere il proprio centro nevralgico. L’ex complesso industriale FIAT diventa uno spazio dedicato alla cultura e alla sperimentazione, accogliendo un pubblico sempre più numeroso ma senza rinunciare alla propria identità underground. Alla consolidata line up di DJ si affiancano live performance e collaborazioni artistiche. Nel 2010 si esibiscono Plaid con i Southbank Gamelan Players, in un incontro tra elettronica e tradizioni strumentali indonesiane, mentre Caribou e Four Tet presentano un dialogo tra ricerca sonora e musica da ballare. Nel 2012, Flying Lotus contribuisce ad ampliare il programma verso beat jazz e hip-hop.
2013-2019: l’affermazione internazionale e l’avant-pop
In questi anni Club To Club consolida la propria reputazione internazionale, superando i confini della musica elettronica ed esplorando quello che è il rapporto tra avanguardia, pop e cultura di massa. Tra gli appuntamenti più significativi, il live di Thom Yorke nel 2015 con Tomorrow’s Modern Boxes, affiancato da artisti come Jamie xx, Jeff Mills, Nicolas Jaar e SOPHIE. Nel 2017, gli otto concerti dei Kraftwerk dedicati a 3-D The Catalogue trasformano musica e visual digitali in un’unica esperienza audiovisiva. Nello stesso anno, alla sede del Lingotto si aggiungono le OGR Torino, ex Officine Grandi Riparazioni riconvertite in centro culturale e tecnologico. Nel 2018, la presenza di Aphex Twin, Beach House, Blood Orange e Yves Tumor riflette l’eclettismo della manifestazione. Questo è anche l’ultimo anno in cui il festival si presenta come Club To Club: il nome viene abbreviato in C2C Festival, accompagnando l’evoluzione del progetto in un marchio internazionale.
C2C 2020-2021: la pandemia e il festival come performance
La pandemia mette in discussione a livello globale il modello classico di festival fondato sulla presenza fisica e sull’esperienza collettiva. Nel 2020 C2C risponde con CØC – The Festival As A Performance, un progetto digitale che coinvolge diversi luoghi culturali torinesi e propone produzioni inedite, tra cui quelle di Caterina Barbieri e Ruben Spini, Lorenzo Senni e Daniel Sansavini, e SPIME.IM. Nel 2021 il progetto prosegue in forma ibrida, confermando la capacità del festival di sperimentare nuovi formati.
C2C 2022-2024: vent’anni di storia e consacrazione dell’avant-pop
Il 2022 segna il ventennale del progetto, con una programmazione che riunisce artisti come Arca, Autechre, Bicep, Caribou, Jamie xx e Jeff Mills. Nel 2023 viene pubblicato We Call It Avant-Pop, un volume bilingue dedicato ai primi due decenni del festival all’interno del quale appaiono contributi di autori e studiosi come Simon Reynolds e Kode9. L’edizione 2024, intitolata Living with the Gods, prosegue il dialogo tra musica, arte contemporanea e trasformazione urbana, confermando la vocazione internazionale di C2C.
2025: un anno spartiacque
L’11 marzo 2025 muore Sergio Ricciardone, fondatore e direttore artistico del festival, la cui visione ha contribuito a costruirne l’identità curatoriale. L’edizione Per Aspera Ad Astra assume così un significato particolare, rappresentando la volontà di portare avanti il progetto. Tra gli artisti in programma figurano A. G. Cook, Blood Orange, Four Tet, Floating Points, Jenny Hval e Billy Woods. Il festival registra circa 42.000 presenze, con il 40% di pubblico internazionale. Nello stesso anno, il progetto si espande negli Stati Uniti con C2C Festival NYC, ospitato al Knockdown Center di New York.


2026: i 25 anni e il futuro del festival
La venticinquesima edizione si è svolta a Torino dal 29 ottobre al 1° novembre all’interno degli ormai storici, Lingotto Fiere e OGR Torino. Tra gli artisti, Arca, Robyn, Kelela, Oklou e Yung Lean & Bladee, insieme a The Avalanches, Shygirl, Grouper e Lorenzo Senni.
C2C ha costruito nel tempo una comunità attorno a suoni e artisti spesso lontani dalle logiche del mercato mainstream. La sua storia racconta non soltanto l’evoluzione della musica contemporanea, ma anche la trasformazione della città di Torino in un luogo in cui club culture, ricerca artistica e cultura pop si incontrano perfettamente.