C’è chi si accontenta, chi si adegua, chi trova una destinazione e chi si sistema. E poi ci sono i bnkr44, che staccano tutto se si annoiano, come se fosse un gioco. Che sognano di viaggiare il mondo su una barca o dormire in una supercar, ma si trovano bene anche se la vita li porta lontano da dove pensavano di andare. Che si odiano e si sostengono ogni giorno, che sono sospesi su una corda tra due grattacieli e che vestendo Moncler aspettano un giorno nuovo. Che si sentono fuori luogo, fuori moda, e se ne fregano, perché “vivere provando” è già una dichiarazione d’intenti.

Da Villanova a Seul, passando per Parigi, le tracce del disco “TOCCA IL CIELO” del bnkr44 portano addosso il sapore del mare, le luci di una città straniera, l’adrenalina del palco e la nostalgia del ritorno. Il loro nuovo album è questo: una corsa senza freni tra attese disilluse e libertà ritrovate, tra la voglia di mollare tutto e quella di ricominciare da capo. Un racconto punk-pop di crescita, ansia, amore, sbagli, tentativi, città, esperienze nuove e distanze.

E allora ha perfettamente senso che tutto questo esploda a casa loro, a Empoli, il 4 aprile, con il Tocca il cielo Fest: l’uscita del disco, il loro anniversario, per regalare al loro posto un festival che prima non c’era e restituire qualcosa alla terra dove tutto ha avuto inizio. È un atto d’amore, ma anche una sfida. È la prova che si può partire da una stanza, da un’idea un po’ folle, e arrivare ovunque. Un racconto personale che diventa collettivo, di tutti quelli che sotto palco sono diventati i re del pogo, di chi di polemiche solleva i pesi massimi, di chi sente il peso delle aspettative o non trova la pace, ma soprattutto di chi “tocca il cielo”, perché non si arrende, forse fallisce, ma dai cazzo ci ha provato.

E tra una villa a Bordeaux e una tenda al Polo Nord (ed ecco un’altra cit, solo per testare se avete ascoltato l’album), abbiamo avuto l’opportunità di intervistare il bnkr44 e scoprire la mappa astrale che li ha guidati nella composizione di 17 stelle (aka le tracce, per chi non è poetico come noi).

Il 4 aprile avete celebrato il “Tocca il cielo Fest” a Empoli, in concomitanza con l’uscita del nuovo album e del vostro anniversario. Come avete vissuto questi anni di crescita artistica e cosa rappresenta per voi questo evento nella vostra città?

Piccolo: È un momento importante per la nostra storia. È una cosa a cui pensavamo da tanto tempo, con l’idea di voler fare uscire un disco e di voler comunque dare un qualcosa al posto da cui veniamo, coinvolgendo poi anche con altri artisti, alcuni di loro anche nei feat, per dargli spazio oltre la singola canzone nell’album.

Erin: Poi ad Empoli non ci sono altri festival e noi volevamo dare una cosa nuova, uno stimolo in più alle persone del posto.

Fares: È bello che dopo un anno dove siamo sempre stati in giro, a suonare ovunque, tornare a casa per celebrare il nostro compleanno, l’uscita del disco, ci sembrava interessante. È un restituire alla città quello che ci ha dato, ma anche e soprattutto una sfida.

Villanova è il rifugio creativo del bnkr44, ma il disco ha preso forma anche in posti come la Corea e la Francia. In che modo queste esperienze internazionali hanno influenzato la vostra musica e il processo creativo del nuovo album?

Fares: Sicuramente tutte le esperienze, anche internazionali, che abbiamo avuto durante questo anno movimentato ci hanno ispirato molto. Abbiamo scritto molto in giro, ci sono molte più canzoni nate fuori che nel nostro studio. Sicuramente muoversi influenza sempre l’ispirazione che hai, sia per la scrittura che per la composizione dei pezzi. Per esempio, abbiamo fatto dei giorni di sessione in una casa al mare dove c’era un finestrone che dava sul mare e quello ha ispirato ad un certo punto spunti di riflessione per dei brani.

Piccolo: Andare in giro è sempre stimolante, per lavorare e per fare cose che non ti aspetti. Io non mi sarei mai aspettato di andare a Seul, soprattutto andare a Seul a fare un concerto. Ma così anche Parigi, o banalmente a Milano a fare sessioni con artisti nuovi, sono tutti stimoli nuovi.

Fares: Anche perché fare sempre musica nello stesso posto ad una certa ti toglie la magia, che va ritrovata, perché insomma a stare sempre a casa ti annoi.

“Tocca il cielo” è un titolo che suggerisce ambizione, sogno, vertigine. Per voi è più un traguardo raggiunto o una continua rincorsa?

Fares: Certo, è una continua ricerca, ma anche un incoraggiamento per noi stessi, ma anche verso gli altri, è tipo un mantra motivazionale. È tipo un modo per dire dai proviamoci.

Toccare il cielo è ambizioso, ma certo, non l’hanno fatto da soli. Con loro, cavalieri dello zodiaco durante il festival anche Ele A, Emma Nolde, Azzurro, 18K, Sethu/Jiz, Darrn. Ognuno con il proprio linguaggio, la propria visione, il proprio modo di arrivare alle stelle. Per Emma Nolde, feat insieme a Tedua nel brano “Mare di chiodi”, le canzoni coincidono con l’amore, con quella sensazione piena che trascende ogni confine, la musica come l’amore si veste di contraddizioni: rabbia e dolcezza, distanza e desiderio, dolore e perdono. Per Sethu, invece, sfiorare il cielo è l’amore fraterno, quello costruito nello studio con Jiz, una sinergia nel lavoro e nel personale, che dura da una vita intera. E poi c’è Azzurro, che al cielo appartiene per natura: portatore di un messaggio spirituale, universale, che invita al risveglio, alla gratitudine e alla presenza.

Emma Nolde: “Il momento in cui ho sentito di sfiorare il cielo è sempre coinciso col momento in cui mi sono sentita innamorata. Le canzoni hanno il potere di richiamare e far ricordare al corpo quella sensazione lì e quindi fanno fare quello che si fa da innamorati: perdonare le debolezze, le divergenze, l’età, la geografia e tutti i vari confini”.

Sethu: “Sento di sfiorare il cielo ogni volta che chiudo un pezzo di cui sono orgoglioso. Solitamente accade con mio fratello, rintanati in uno studio a fare prove su prove. Anzi, quasi sempre è con lui. La nostra sinergia ha qualcosa di inspiegabile, è un rapporto che dura una vita intera, letteralmente. Collaborare e cercare uno scambio con altri artisti è sicuramente qualcosa che arricchisce – io l’ho fatto diverse volte, da Sayf a Sally Cruz, oltre agli stessi bnkr44 con cui ho scelto di condividere il palco del Festival di Sanremo -, ma niente batte l’intesa che c’è tra me e mio fratello”.

Azzurro: “Aldilà delle parole, sono qua per una missione, sono messaggero del cielo, e il messaggio è il seguente: accorgiti dell’abbondanza nella quale viviamo, accorgiti che sei abbastanza così come sei, ricca per natura, metti in pausa la tua corsa e apprezza, perché la tua azione inconsapevole calpesta la vita. Sono portatore del codice del cielo, il codice che realizza la natura divina dormiente in te. Se riesci a comprendere in messaggio, soffia sulle mie ali, perché ciò che dai, lo ricevi, per dieci. Qui. Ora. Risvegliati.”

Una produzione BMB Live Studio
Intervista a cura di Giulia Grieco
Direzione creativa di Nicole Zia
Video e foto Mattia Boldrini e Simone Pastore

Sotto Palco con il bnkr44: live a Empoli