L’universo creativo di Björk sta per espandersi ancora una volta. L’artista islandese, da sempre capace di intrecciare musica, arti visive e performance, ha annunciato una nuova e ambiziosa esposizione che prenderà vita la prossima estate al National Gallery of Iceland, all’interno del Reykjavík Arts Festival. Ed è proprio in questa cornice che emerge il primo, importante indizio: Björk è al lavoro su un nuovo album.
Echolalia: un’immersione nell’immaginario di Björk
La mostra, intitolata Echolalia, nasce dalla collaborazione con James Merry, storico partner creativo dell’artista e autore di molte delle maschere e degli oggetti iconici che ne hanno definito l’estetica negli ultimi anni. Insieme occuperanno l’intero museo con tre installazioni immersive, pensate come un percorso sensoriale che attraversa memoria, trasformazione e ritualità.
Due delle opere, Ancestress e Sorrowful Soil, sono radicate nel mondo sonoro di Fossora (2022), l’album in cui Björk metabolizzava la perdita della madre, Hildur Rúna Hauksdóttir, attraverso una narrazione intima e stratificata. La terza installazione, ancora senza titolo, rappresenta invece un frammento del futuro: un’opera costruita su musica proveniente dal nuovo progetto discografico, ancora in fase di sviluppo.



Foto: Björk 2024© Viðar Logi
Björk in un percorso tra lutto, natura e metamorfosi
Ancestress accompagnerà i visitatori in una sorta di processione rituale ambientata in un paesaggio islandese primordiale. Ripresa dal regista Andrew Thomas Huang, la performance vede la presenza di Björk e di suo figlio Sindri, in una meditazione visiva e fisica sul ciclo della vita.
Sorrowful Soil, invece, assume la forma di un coro diffuso nello spazio, con trenta voci indipendenti che si muovono tra individualità e coralità. Le immagini dialogano con la forza tellurica del vulcano Fagradalsfjall, a evocare la potenza dell’origine e del ritorno alla terra.
A completare il progetto, ci sarà anche la prima grande retrospettiva dedicata a James Merry, Metamorphlings, che raccoglie oltre ottanta opere tra maschere, sculture e accessori indossati negli anni da Björk e da altri grandi nomi come Tilda Swinton e Iris van Herpen.

Foto: James Merry, Greenman, 2017 ©Tim Walker
Un’artista sempre più politica
Negli ultimi anni Björk ha portato avanti una dimensione artistica sempre più intrecciata all’attivismo. Dopo Fossora ha pubblicato il singolo benefico Oral con Rosalía (nome che ritroviamo per altro anche nell’ultimissimo feat. che l’ha vista partecipe nel singolo “Berghain” per il nuovo album “LUX”) nato per sostenere la battaglia contro l’allevamento intensivo di salmoni in Islanda. Ha inoltre aderito al movimento No Music For Genocide, e si è esposta pubblicamente in difesa della Palestina, soprattutto dopo il fermo della sua amica d’infanzia e collega Magga Stína da parte delle forze israeliane.
“L’attivismo è plurale come gli esseri umani” ha dichiarato, confermando ancora una volta la sua volontà di collegare arte e responsabilità sociale.

L’arrivo di Echolalia non è soltanto un evento museale di rilievo per l’Islanda, ma anche il preludio a una nuova fase creativa. L’installazione ispirata al prossimo album alimenta l’attesa dei fan e rafforza la sensazione che Björk sia pronta a introdurre un nuovo capitolo nel suo percorso artistico, come sempre imprevedibile e in mutazione continua.
Per i visitatori, sarà un’occasione unica per entrare nel cuore del suo processo creativo — dove musica, immagini e ritualità si intrecciano fino a creare un’esperienza totale.