Dal 10 maggio al 23 novembre 2025 Venezia ospita la diciannovesima edizione della Mostra Internazionale di Architettura, che quest’anno ha il titolo di Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva. Evento fondamentale per l’architettura contemporanea, la Biennale Architettura si tiene ogni due anni dal 1980, alternandosi alla Biennale d’Arte, ed esplora temi di forte rilevanza globale attraverso padiglioni nazionali, installazioni e conferenze. 

Con oltre 750 partecipanti e oltre 60 paesi rappresentati, la mostra si propone quest’anno di esplorare le diverse forme di intelligenza umana e la loro collaborazione per affrontare nuove sfide, ambientali e sociali. Il curatore, Carlo Ratti, invita a ripensare l’architettura in chiave sostenibile, e proposte progettuali sperimentali si affiancano ad una nuova riflessione a proposito dell’ambiente costruito: tutte le manifestazioni dell’intelligenza umana sono invitate, in un’epoca critica come la nostra, a mettersi al servizio di un’economia a tutti gli effetti circolare, a partire dagli stessi padiglioni e spazi della mostra. Sedi principali dell’esposizione sono i Giardini e l’Arsenale; con il Padiglione Centrale in ristrutturazione, poi, il progetto si espande in tutta la città di Venezia, rafforzando il messaggio di adattamento e valorizzazione ambientale. 

Courtesy Biennale di Venezia
Pietrangelo Buttafuoco e Carlo Ratti – Foto di Andrea Avezzu

La mostra invita architetti e designer partecipanti a seguire alcuni principi fondamentali, che si basano sull’utilizzo di materiali di recupero, sulla riduzione dell’impatto ambientale dei progetti e sul rispetto dell’ambiente in cui sono pensati: architettura e natura collaborano con la creatività e l’intelligenza umana, accogliendo le sfide del nostro tempo. 

Courtesy Biennale di Venezia

Tra i tantissimi siti da non perdere, ne ricordiamo alcuni. In The Third Paradise Perspective Fondazione Pistoletto si proietta nella Venezia del futuro, lontano dalle utopie, tra la consapevolezza della realtà in cui viviamo e la fiducia nella collettiva capacità di creatività umana. Elephant Chapel, installazione di Boonserm Premthada, esplora nuovi modi di costruire strutture stabili con materiali leggeri e naturali: il risultato della ricerca è una grande e leggera struttura composta interamente di scarti di elefante, solida e ariosa allo stesso tempo. 

Elephant Chapel – Boonserm Premthada

Il padiglione del Bahrain si aggiudica il Leone d’Oro con Heatwave, con un’installazione che, per affrontare le ondate di calore estremo, rivisita antiche tecniche tradizionali del paese, in un sistema di raffreddamento geotermico. Menzione speciale per le partecipazioni nazionali va invece alla Gran Bretagna e al progetto Geology of Britannic Repair: in collaborazione con il Kenya è qui esaminata la relazione tra architettura e colonizzazione, in un sistema unico di interconnessioni.  

Padiglione del Bahrain – Heatwave

Accanto alla mostra, undici eventi collaterali si affiancano all’esposizione: Deep Surfaces indaga come un’architettura multifunzionale, sostenibile e mirata rappresenti un’opportunità unica di valorizzazione dei siti UNESCO; The Next Earth, invece, si compone di due progetti: Planetary Sapience di Antikythera e Climate Work: Un/Worlding the Planet del MIT Architecture, che ripensano al modo in cui vediamo la Terra e il suo futuro.

Biennale Architettura 2025: intelligenza sostenibile