Justin Bieber è tornato ad esibirsi dal vivo dopo ben 4 anni di lontananza dal palco e in poche ore, al Coachella 2026, è riuscito a tornare già sulla bocca di tutti per il suo set: un’esibizione intima, nuda, dal sapore di pace fatta con il passato, eppure divisiva. Se molti l’hanno infatti trovata toccante e a tratti geniale, altrettanti l’hanno giudicata “svogliata”, specialmente se paragonata a quelle delle colleghe donne, ben più complesse e spettacolari. La domanda sollevata dai più critici è sostanzialmente una: se la stessa performance fosse stata realizzata da un’artista donna, come avremmo reagito? 

La questione rimanda ovviamente all’ardua tematica del doppio standard che spesso sembra esistere per le donne nel settore musicale, e questo Coachella sembra offrire uno spunto quantomeno interessante per discuterne.

Il set di Justin Bieber al Coachella 2026: atto artistico o poco impegno?

Tra il sole e la sabbia del deserto di Indio, al Coachella 2026 della California, il cantautore canadese ha regalato al pubblico presente e collegato da casa una performance raccolta ed essenziale, con alcuni momenti di potente energia, e altri più spogli e intimistici. Bieber – da solo sul palco, in abiti casual – ha proposto alcune canzoni dei suoi lavori più recenti, Swag e Swag II, per poi regalare ai fan una vera e propria chicca: collegato a YouTube con il suo laptop, ha proiettato sul maxischermo i video dei suoi primi anni di carriera, cantando in una sorta di enorme karaoke con tutti i presenti i suoi brani più celebri.

Un gesto che può essere letto come rivoluzionario, un atto artistico che storpia il concetto di esibizione dal vivo, aggiungendo uno strato di meta-performance e di multimedialità. Sicuramente, per i fan più affezionati, anche un modo per esaudire il sogno di cantare con proprio idolo adolescenziale come si fa tra vecchi amici; per altri, però, come dicevamo, si è trattato di un’esibizione con poco impegno, non adeguata a giustificare il cachet che Page Six ha raccontato essere intorno ai 10 milioni di dollari.

Il confronto con l’headliner femminile del Coachella 2026

Solamente la sera prima, in effetti, la pop star Sabrina Carpenter ha intrattenuto la folla del Coachella 2026 con uno show mastodontico, tra enormi scenografie, un folto corpo di ballo, lustrini, cambi di costume ed effetti a sorpresa non indifferenti, che hanno trasformato le versioni live di successi come House Tour ed Espresso in veri e propri quadri degni di Hollywood – o Sabrinawood, come l’ha ribattezzato l’artista stessa. Una prova di talento articolato e di eccellenti doti canore, danza e presenza scenica, che rende la differenza con il set di Bieber oggettiva ed evidente, portando molti ad interrogarsi in modo più ampio sull’esistenza di differenti aspettative per artisti uomini e donne.

Le voci delle donne della musica

Nel suo documentario Miss Americana (2020), Taylor Swift affermava “Le artiste femmine che conosco si sono reinventate 20 volte di più rispetto agli artisti maschi. Sono costrette… altrimenti sono fuori dal giro”.

Capelli, stile di abbigliamento, sound: le carriere delle pop star donne di maggior successo sono effettivamente costellate da cambiamenti. Pensiamo a Madonna, Cher, Lady Gaga, Britney Spears: questi percorsi artistici e di marketing sono un susseguirsi di ere sempre nuove e diverse, in cui non cambia solo il contenuto musicale, ma anche e soprattutto l’involucro esterno e il corpo delle artiste.

“Sii nuova per noi, sii giovane per noi, ma solo in un modo nuovo e come vogliamo noi. E reinventati in un modo che noi troviamo confortante, ma che sia al tempo stesso una sfida per te. Proponi una narrativa abbastanza interessante da intrattenerci, ma non così pazza da metterci a disagio” continuava la Swift.

Gli uomini, dal canto loro, continuando a citare artiste donne, possono concedersi di essere “noiosi” – magari anche loro con standard estetici da mantenere, ma di certo con il permesso di ripetersi uguali a se stessi: “It must be nice to be a man and make boring music just because you can” canta Florence + The Machine nel brano del 2025 One of the Greats, denunciando una maggiore “tranquillità” creativa concessa all’altro sesso.

Il gender gap nel sistema

Le differenze peraltro non si limitano alle scelte di immagine o ai grandi nomi internazionali: il problema del doppio standard sembra permeare tutto il sistema, toccando anche tematiche economiche e di rappresentazione, che finiscono col penalizzare le artiste minori.

Una pubblicazione di SAE Institute a cura di Alessandra Micalizzi illustra come, da un report del 2022, in Universal Music UK il gender pay gap medio si attesti su una differenza di 25,6%, con le donne che occupano principalmente ruoli meno remunerativi in tutto il settore musicale, così come in Sony Music Entertainment UK si registra un gender pay gap medio del 20%, per fare due esempi. 
In casa nostra, allo speciale di Domenica In dedicato al Festival di Sanremo 2026, la cantautrice Levante ha risposto ad un giornalista in merito alla scarsa presenza di concorrenti femminili nella principale manifestazione canora del Paese: “Abbiamo un problema dal punto di vista della presenza delle donne in generale” ha detto la cantante, “Ma sì, siamo troppo poche qui perché siamo troppo poche anche fuori. Le donne che arrivano su questo palco sono quelle supportate, però ci sono tantissime cantautrici valide”.

Double standard nella musica e il potere del pubblico

Tirando le fila di quanto detto sin qui, l’esibizione di Justin Bieber al Coachella 2026 non è da condannare, quanto più da considerare come un esperimento interessante, espressione di un artista che in passato ha comunque dato prova di saper realizzare anche show decisamente più impegnativi, e che si trova in questo momento in una fase diversa della sua carriera, in cui non deve più dimostrare, ma può godere del lavoro fatto in precedenza.

La performance deve però servire, proprio per la sua visibilità e risonanza, per provare a darci una risposta alla domanda principale da cui siamo partiti, anche alla luce dei dati e delle dichiarazioni qui raccolte: se quella stessa performance fosse stata realizzata da un’artista donna, come avremmo reagito? Se la risposta dovesse far istintivamente storcere qualche naso o far scaturire qualche critica, dovremmo allora fermarci un attimo e chiederci perché il nostro pensiero sia così contaminato e differente per uomini e donne; e decidere come comportarci come pubblico di conseguenza.

Bieber al Coachella 2026 e gli standard diversi tra uomo e donna nel settore