A quasi un mese dall’uscita di “Panopticon’” il joint album con il rapper vicentino Caleydo, di cui ha curato la produzione, abbiamo incontrato chi del rap italiano ha visto tutto e ha scelto di contribuire a scriverne la storia.
Un talk, che ha preceduto una grande festa, in cui Bassi Maestro ci ha raccontato faccia a faccia il suo vissuto negli anni che hanno segnato il suo esordio e la sua consacrazione come uno dei rapper più influenti della nostra generazione.

“Prima del rap, c’era solo la voglia di mettere i dischi”. E Bassi Maestro nasce lì — nei sottoscala, nelle feste private, quando in Italia si rappava solo in inglese e il suono di New York arrivava filtrato dalle radio di Albertino e Jovanotti.

Nel ’96 pubblica “Contro gli estimatori”, un disco autoprodotto, ingenuo a suo dire, ma realizzato con una cura rara. Da lì in poi, la storia la conosciamo: centri sociali, vinili consumati e rime che hanno costruito una scena.
E nonostante un po’ gli dispiaccia che in mezzo alla strada lo salutino canticchiando sempre e solo le barre di “Foto di gruppo”, sembra aver fatto pace con quell’inspiegabile casualità che consacra (o maledice) un artista con uno o pochi altri pezzi.

Oggi, a trent’anni di distanza, Bassi sceglie di fare un regalo a sé stesso e a tutti quelli che, stipati in una sala, al momento delle domande si alzano semplicemente per ringraziarlo per esserci e per esserci stato sempre. 
Lo fa con “30” — una raccolta che celebra le tappe più importanti della sua carriera — e con un tour che partirà il 22 novembre, per portare in giro un’eredità musicale fatta di stile, indipendenza e visione.

In chiusura, non manca un sorriso amaro da cui esce un “prima era tutto nuovo, ora c’è poco di stimolante”. Ma è proprio da qui che continua a nascere la sua musica: dalla volontà di lasciare un suono che faccia da ponte tra l’hip hop delle origini e le nuove generazioni.

Perché prima di tutto, Bassi Maestro è sempre stato un outsider. E forse è proprio questo che l’ha reso una leggenda.

Bassi Maestro: 30 anni di musica, cultura e coerenza