Ci sono momenti in cui l’arte sembra prendere una boccata d’aria fresca, e Arte Fiera 2025 a Bologna promette proprio questo con la sua nuova sezione “Prospettiva”. Curata da Michele D’Aurizio, questa sezione non è solo una vetrina, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti: dare spazio agli artisti emergenti, a quelle voci che stanno plasmando il presente e immaginando il futuro dell’arte.
“Prospettiva” coglie le nuove vibrazioni della contemporaneità: ogni artista e ogni galleria portano una storia, un’urgenza, un linguaggio che merita di essere ascoltato.

Ruben Montini tra un arcobaleno di colori e tessuti morbidi e vapori denuncia l’ideologia del patriarcato e gli atteggiamenti discriminatori e violenti di cui sono spesso vittima i soggetti LGBTQ. Le sculture diventano suggestioni figurative con Federico Cantale, mentre materiali di ultima generazione si caricano di naturalità astratta con Andrea Romano.



L’installazione Exposure Value di Clarissa Baldassarri narra, invece, un doppio processo di materializzazione e smaterializzazione di un’immagine attraverso dodici lastre di vetro con diapositive di una finestra. Leonardo Meoni dipinge sul velluto pettinando le fibre per creare visioni soggette a una fenomenologia della visione, mentre per Alessandro Teoldi la tela non è più supporto, ma strumento di ricerca per stratificazioni materiche.



La pietra lavica diventa metafora dell’atto linguistico con Marco Giordano, perché il nostro pianeta comunica, così come comunichiamo noi essere umani che lo abitiamo. E infine, Juri Bizzotto, che con i suoi disegni e sculture libera l’immaginario rurale dall’immobilità spazio-temporale e lo trasforma in un dinamico contrasto di pastelli, modernità e natura.


Ogni lavoro è un invito a vedere il mondo da un’angolazione diversa e Arte Fiera 2025, con questa nuova sezione, non ha solo dato spazio agli artisti emergenti, ma ha disegnato una mappa dell’arte che verrà.