Dal 24 al 26 ottobre 2025, il Grand Palais si prepara ad accogliere Art Basel Parigi, la fiera di arte contemporanea più nota del momento, punto di riferimento nel panorama artistico internazionale. Art Basel nasce negli anni Settanta a Basilea, e si tiene oggi anche a Hong Kong, Miami Beach, Parigi, e – dal 2025 – anche in Qatar.

L’edizione parigina del 2025 si pone in diretto dialogo con la ville lumière: l’arte diventa un vero e proprio strumento di scoperta della città, attraverso un fitto programma di installazioni ed eventi diffusi. 

Questi progetti, ideati dagli studenti dell’École du Louvre, saranno presentati dal 21 al 26 ottobre in nove luoghi simbolo dell’anima parigina. 

Ne abbiamo selezionati alcuni, tappe di una passeggiata alla scoperta di Parigi e di Art Basel.  

Courtesy of Art Basel

1. Alex da Corte

Place Vendôme (75001 Paris)

L’avventura inizia a Place Vendôme (75001 Paris). Qui, il lavoro di Alex da Corte unisce humour e malinconia, esplorando il rapporto tra le icone culturali dei nostri giorni e le nascoste paure collettive che abitano la contemporaneità. L’artista riprende un momento particolare della Macy’s Thanksgiving Day Parade di New York del 1991: nel mezzo della parata il gigantesco palloncino di Kermit la Rana, in sfilata, impigliatosi in un ramo, si strappa e collassa nel mezzo della Fifth Avenue. La monumentale scultura esposta rappresenta un Kermit sospeso nel momento della caduta, e riflette sull’impatto emotivo della cultura popolare e delle sue contraddizioni, espressione di un’interiorità tormentata. 

Installation view of Alex Da Corte’s performance Kermit The Frog, Place Vendôme, Paris, 2025.
Presented by Sadie Coles HQ.
Courtesy of the artist and Sadie Coles HQ, London
Installation view of Alex Da Corte’s performance Kermit The Frog, Place Vendôme, Paris, 2025
Presented by Sadie Coles HQ, London.
Courtesy of the artist and Sadie Coles HQ, London.
Installation view of Alex Da Corte’s performance Kermit The Frog, Place Vendôme, Paris, 2025.
Presented by Sadie Coles HQ, London.
Courtesy of the artist and Sadie Coles HQ, London.

2. Jöel Andrianomearisoa – Galleria Almine Rech

Hôtel de la Marine
Place de la Concorde (2 Place de la Concorde, 75008 Paris)

Continuiamo fino al cortile del’Hôtel de la Marine, in Place de la Concorde (2 Place de la Concorde, 75008 Paris), dove Jöel Andrianomearisoa, con la galleria Almine Rech, presenta Les Herbes folles du vieux logis. In questi pannelli l’artista esplora diversi materiali e diversi linguaggi, muovendosi tra il tessile, la scultura, il disegno e il formato dell’installazione. Paesaggi immaginari si aprono in un’opera che evoca la storia e la magia del Madagascar. L’opera – parte di una serie di tre lavori, oggi in collezione permanente al Metropolitan Museum of Art di New York – prende il titolo da quello di una raccolta poetica di Maurice Ramarozaka; arte e poesia diventano espressione dell’essere e della memoria di diversi luoghi. 

Detail of Les Herbes folles du vieux logis (2020–2025) by Joël Andrianomearisoa, Cour de l’Hôtel de la Marine, Paris.
Presented by Almine Rech.
Courtesy of the artist and Almine Rech.
View of Les Herbes folles du vieux logis (2020–2025) by Joël Andrianomearisoa, Cour de l’Hôtel de la Marine, Paris.
Presented by Almine Rech.
Courtesy of the artist and Almine Rech.

3. Helen Marten – Miu Miu ad Art Basel

Palais d’Iéna
(9 Place d’Iéna, 75016 Paris)

Proseguiamo, seguendo il lungo Senna, verso il Palais d’Iéna (9 Place d’Iéna, 75016 Paris) e osserviamo 30 Blizzards, progetto di Helen Marten presentato da Miu Miu. In questo lavoro storia e femminilità intrecciano, muovendosi tra moda e cultura visiva. La mostra si struttura in un incontro tra cinque sculture e cinque video, accompagnati da una performance live: l’esperienza mette in scena la tensione tra linguaggio e forma, tra corpo e narrazione.

Helen Marten, Civic Circus. Photo Eva Herzog

4. Art Basel: Chromoscope e Mute

Trocadéro
Cité de l’architecture et du patrimoine (1 Place du Trocadéro et du 11 Novembre, 75116 Paris)

© 2025 ― Fondation Kenneth Noland / Sous licence VAGA chez Artists Rights Society (ARS), New York / ADGAP, Paris. Photo avec l’aimable autorisation de Yares Art

L’ultima tappa della passeggiata ci porta fino al Trocadéro, alla Cité de l’architecture et du patrimoine (1 Place du Trocadéro et du 11 Novembre, 75116 Paris), dove si presentano due lavori: Chromoscope e Mute. Il primo, parte di un progetto collettivo, inaugura una serie dedicata all’esplorazione del tema del colore e dell’astrattismo nel secondo Novecento: ventitré dipinti, provenienti da collezioni private e dagli artisti stessi, rivelano un nuovo linguaggio di energia, fluidità e libertà formale.

Il secondo, Mute, opera di Fabienne Verdier, fa riferimento alla forma imperativa del verbo “muter” (“zittire”): il silenzio e la transizione sono indagati in termini di astrattismo, e si fanno parte di una ricerca di gesto, segno e introspezione.

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