Dopo anni di evoluzione artistica e personale, Amii Stewart torna sulla scena musicale riscoprendo le proprie radici sonore. Brani come Funk e Grace segnano un ritorno a un mood profondamente black, dove le influenze R&B classiche si intrecciano con una nuova consapevolezza artistica e umana.

Con lei abbiamo parlato del percorso che l’ha portata a ritrovare sé stessa attraverso la musica, di ciò che oggi sente di rappresentare come donna e artista, e della nuova visione musicale che desidera condividere con il suo pubblico.

Per molti anni il pubblico ha identificato Amii Stewart con un’immagine molto precisa, iconica. Ti sei mai sentita intrappolata dentro quel personaggio che molti hanno amato e amano ancora oggi?

Alla fine degli anni Settanta sì, soprattutto quando nacque quel forte movimento contro la disco music. In quel periodo non volevo “morire” insieme a quel genere musicale e mi sono sentita, possiamo dire “intrappolata”. La vera sfida è stata convincere le persone che fosse giusto cambiare, evolversi e iniziare a cercare qualcosa di diverso.

Oggi, rispetto a quando avevo trent’anni, riesco a raccontare molte più cose. Non voglio più ritrovarmi in certe situazioni del passato: oggi decido io cosa fare, con chi lavorare e quale direzione artistica prendere. Amo lavorare in gruppo, confrontarmi con le persone che scelgo accanto a me, ma le decisioni nascono sempre anche da una consapevolezza diversa rispetto a quella che avevo da giovane.

Ascoltando i tuoi ultimi lavori si percepisce un ritorno evidente ai suoni R&B e alla musica black. È stato un richiamo naturale alle tue radici oppure una scelta artistica consapevole?

Entrambe le cose direi, sia naturale che  consapevole. È stata una soddisfazione inimmaginabile poter ripartire da capo con una maturità diversa, ma allo stesso tempo in modo autentico, perché questa musica rappresenta le mie radici.
Diciamo che appunto è stato un mix tra consapevolezza e un naturalezza.

Nel tuo nuovo brano Grace la voce e l’interpretazione sembrano voler riscoprire una verità emotiva profonda. Quanto conta oggi mostrarsi a 360 gradi, anche attraverso le proprie vulnerabilità?

La vulnerabilità è un ingrediente fondamentale. Permette alle persone di capire chi sei davvero e di sentirsi allo stesso livello dell’artista. Anch’io – come anche tutti gli altri artisti – provo dolore, ascolto, sento. In realtà è proprio attraverso la vulnerabilità che nasce il punto d’incontro con chi ti ascolta.

La debolezza crea magia. È in quel punto fragile che nasce qualcosa di vero.

Nei tuoi nuovi brani senti di esserti raccontata più apertamente rispetto al passato?

In realtà non ho mai avuto paura di mostrare la parte più fragile di me stessa. La mia parte più tenera, però, oggi è protetta da uno scudo di consapevolezza. Quando ero più giovane quella corazza era molto più morbida e quindi venivo colpita più facilmente dalle critiche, avevo più paura.

Con gli anni, con le cadute e con gli errori che fanno parte della vita, si costruisce una protezione diversa. Ci sono artisti che non riescono mai ad avere uno scudo abbastanza forte penso, ad esempio, a Amy Winehouse o Whitney Houston.

Oggi mi sento forte, temprata, e non temo più ciò che un tempo mi faceva paura.

Kevin Guananga – Amii Stewart

Oggi molti giovani artisti stanno riscoprendo soul, disco e R&B. Come vivi questo ritorno? Che differenza c’è tra l’R&B che ascoltavi da ragazza e quello contemporaneo?

Vedere i giovani avvicinarsi di nuovo a questi suoni è qualcosa di molto bello. La musica cambia con il tempo, ma certe emozioni restano universali. L’R&B di oggi ha sonorità diverse e una produzione differente rispetto a quello con cui sono cresciuta, ma la cosa importante è che continui a esistere quell’anima autentica che arriva alle persone.
Recentemente, durante un concerto a Cremona, ho visto in platea ragazzi di vent’anni insieme a persone di tutte le età. Quando cantavo i brani degli anni Ottanta avevano una certa espressione; quando invece interpretavo le musiche di Ennio Morricone ne avevano un’altra ancora.

Più il pubblico conosce la tua energia e ciò che sei davvero, più si crea un’apertura autentica, senza barriere. Quando fai entrare le persone nella tua vita, nasce una connessione speciale.

Se dovessi descrivere il tuo nuovo sound con tre parole, quali sceglieresti?

Sicuramente contemporaneo, energico e inconfondibilmente Amii.

Foto di Kevin Guanaga

Amii Stewart: ritrovare sé stessa attraverso la musica