Il 20 marzo 2020, nel cuore della pandemia da Covid-19, usciva After Hours di The Weeknd, un riuscito connubio di esistenzialismo e synth-pop. Questo quarto album in studio di The Weeknd sarebbe diventato una pietra miliare nella sua carriera artistica. Sintesi delle sue precedenti esperienze musicali, After Hours ha ridefinito l’estetica e il suono dell’artista, consolidandolo come una delle figure più influenti della musica contemporanea.
After Hours è il prodotto del percorso antecedente di The Weeknd. Abel Tesfaye, il vero nome dell’artista, inizia la sua carriera nei primi anni ‘10 del duemila, pubblicando anonimamente su YouTube tracce che mescolavano R&B oscuro, elettronica e liriche intrise di alienazione e abuso di sostanze, temi che avrebbero segnato la cifra stilistica dell’artista. Il suo primo mixtape, House of Balloons (2011), catturò immediatamente l’attenzione della critica e dei fan, grazie al sound innovativo e a una narrazione cruda sulla “decadenza” e il desiderio.

Le uscite successive, Kiss Land (2013) e Beauty Behind the Madness (2015) hanno permesso all’artista di ampliare il proprio pubblico, uscendo dalla nicchia underground, fino a consacrarsi a icona pop con l’album Starboy (2016). In questi anni, The Weeknd abbandona progressivamente i temi e le sonorità cupe e tormentate, in virtù di atmosfere più accessibili ad un pubblico più ampio.
Con After Hours, tuttavia, The Weeknd decide di recuperare le atmosfere scure e intime delle origini, modulandole alla luce della maturità artistica acquisita. Questo album rappresenta quindi una sorta di ritorno alle sue radici, pur mantenendo l’ambizione di una produzione più sofisticata e con tratti mainstream. Il tema della solitudine, così presente nei suoi primi lavori, torna prepotentemente in After Hours, arricchito da una narrazione ancora più cinematografica e concettuale.

La produzione di After Hours ha visto il coinvolgimento di collaboratori di lunga data come Illangelo e DaHeala, che hanno aiutato a plasmare il caratteristico suono atmosferico dell’album. Inoltre, Metro Boomin ha contribuito alla realizzazione di alcuni brani chiave, portando il suo tocco trap e hip-hop distintivo. Un altro nome importante legato a After Hours è Kevin Parker dei Tame Impala, il cui stile psichedelico e dreamy ha influenzato alcune tracce.
Questa diversità produttiva ha permesso all’album di abbracciare diverse influenze musicali, creando un mix innovativo di anni ’80, UK garage, drum and bass e trap. L’uso dei sintetizzatori è uno degli elementi chiave di After Hours: i suoni evocativi e nostalgici dei synth analogici, spesso ispirati a colonne sonore cinematografiche e alla synthwave, contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà. Canzoni come “Blinding Lights” e “In Your Eyes” sono esempi perfetti di questa estetica, con melodie luminose e pulsazioni elettroniche che richiamano il sound di artisti anni ’80 come Depeche Mode e Giorgio Moroder. La combinazione tra bassi profondi, riverberi eterei e sequenze di sintetizzatori arpeggiati conferisce all’album una qualità cinematografica e immersiva che sventa del tutto il rischio di suonare come qualcosa di “già sentito”.

After Hours ha segnato un punto di svolta nella carriera di The Weeknd, sia dal punto di vista musicale che visivo. Come citato in precedenza, l’album si distacca dall’estetica più pop e commerciale del precedente Starboy (2016) per tornare a un suono più oscuro e introspettivo, in linea con i suoi primi lavori come Trilogy (2012).
Tematicamente, il disco esplora sentimenti di solitudine, rimpianto e autodistruzione, raccontando il viaggio emotivo di un uomo perso nel vizio e nel dolore. Il tema centrale dell’album ruota attorno alla discesa nell’abisso di una vita segnata dall’eccesso e dalla disperazione. L’album racconta una storia di amore tossico, dipendenza e il desiderio di redenzione, ma anche l’incapacità di sfuggire ai propri demoni interiori. L’estetica adottata per la promozione dell’album, con The Weeknd vestito con un abito rosso e il volto spesso insanguinato o tumefatto, richiama l’iconografia di film come Casino di Martin Scorsese, rafforzando la narrazione di un uomo intrappolato nella decadenza di una metropoli sfavillante e crudele. Con questo lavoro, Abel si posiziona non più solo come un cantante, ma anche come un narratore visivo e un artista concettuale capace di creare un intero mondo attraverso la sua musica.

L’artwork di After Hours gioca infatti un ruolo fondamentale nell’impatto visivo e narrativo dell’album. La copertina principale presenta The Weeknd con un sorriso inquietante, il volto insanguinato e illuminato da una luce rossa intensa, evocando un senso di violenza, eccesso e autodistruzione. Questa immagine rappresenta perfettamente i temi dell’album, incentrati sulla discesa negli abissi di una vita di eccessi e sulle conseguenze emotive di tali scelte. Il design grafico si allinea al concept cinematografico dell’album, ispirandosi a pellicole noir e thriller come Joker di Todd Phillips e Uncut Gems dei fratelli Safdie. La scelta di mostrare il proprio volto ferito e sofferente non è solo un richiamo alla vulnerabilità emotiva, ma anche un modo per esplorare il tema dell’alienazione e dell’effetto che il successo ha sulla sua psiche. Anche nei videoclip e nelle performance dal vivo, The Weeknd ha mantenuto coerente questa estetica, rafforzando la narrazione di un personaggio schiavo di una spirale di autodistruzione e perdizione.

Dall’uscita, After Hours ha ottenuto un successo discografico straordinario. I singoli principali, “Heartless” e “Blinding Lights”, hanno scalato le classifiche globali (quest’ultima, in particolare, è diventata una delle canzoni più ascoltate di tutti i tempi su Spotify e YouTube). La critica ha elogiato ampiamente il progetto. Testate come Pitchfork e Rolling Stone ne hanno lodato la coesione e la capacità di fondere nostalgia e innovazione, ma non sono mancate alcune critiche, basate soprattutto sulla ripetitività di suoni e tematiche nella track list.
A cinque anni dalla sua uscita, After Hours si conferma non solo come uno degli album più iconici della carriera di The Weeknd, ma anche come un punto di riferimento per la musica contemporanea. Oltre al successo nelle classifiche di After Hours ricordiamo l’esperienza multisensoriale, tra estetica cinematografica, storytelling visivo e sonorità avvolgenti.
Il suo lascito risiede proprio qui: nella capacità di unire emozione e spettacolo, facendo di After Hours non solo un album di successo, ma un classico senza tempo.