Mercoledì 11 marzo l’Alcatraz di Milano ha accolto con calore il ritorno di Mobrici, dopo due anni e mezzo di ritiro dalle scene.
Il live ha ufficialmente coronato il suo ultimo album “Supernova”, un progetto adulto e che riafferma la posizione di Mobrici nel panorama cantautorale indiepop.
Nessun ospite, tante canzoni, una band di supporto eccezionale: Mobrici ha mostrato un nuovo sé più maturo e ha fatto pace con i Canova, tutti i fan tra i più giovani e i più nostalgici si sono sentiti ascoltati.


Poche volte una scaletta di un concerto mi è apparsa così completa ed equilibrata, c’erano chiaramente quasi tutte le canzoni di “Supernova”, molte degli altri suoi progetti da solista “ANCHE LE SCIMMIE CADONO DAGLI ALBERI” e “GLI ANNI DI CRISTO” e non sono mancati nemmeno alcuni brani da “Vivi Per Sempre” e da “Avete ragione tutti”, il primo album dei Canova uscito ormai dieci anni fa.

“Supernova” è un album uscito senza fretta e curato in tutti i dettagli, che sancisce la maturità artistica di Mobrici. In un’intervista a Vanity Fair lo stesso artista ha affermato di aver ufficialmente superato l’adolescenza a trentasei anni: «È stata una fase bellissima e divertentissima e non ho rimpianti. Ma oggi sento di essere entrato in una fase più adulta. Mi sento più centrato. Sono una persona molto curiosa del futuro, mi annoierei se fossi identico a cinque anni fa. Cambiare è una cosa che mi diverte». La supernova, del resto, è una stella che all’improvviso aumenta di luminosità, un chiaro simbolo di crescita e progressione e il live all’Alcatraz è stata la messa in atto di questo nuovo capitolo musicale di Mobrici.

I momenti nostalgia con le canzoni dei Canova sono stati unici, come se con l’età adulta Mobrici abbia fatto pace anche con quel passato che è finito ma continuerà sempre, perché le canzoni non si cancellano. Proprio per questo il concerto si è concluso con l’augurio dell’artista: “Buona Vita Sociale a tutti”, tra i salti e le urla del pubblico emozionato.