Oltre 700 opere, di 81 artisti diversi, sono riunite negli spazi della Bourse de Commerce di Parigi in Remember me, mostra che celebra il bicentenario della nascita della fotografia.
Dal 7 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027, La Pinault Collection rende omaggio al medium fotografico, e permette di fare una vera e propria passeggiata tra alcuni dei suoi grandi nomi: da Dorothea Lange a Gustave Le Grey, passando attraverso Man Ray e Louise Lawler.

Il percorso e il titolo
Il percorso, più che svilupparsi in ordine cronologico o per autore, intende offrire una panoramica sul mezzo fotografico e sulle sue possibilità: si propone dunque di costruire dialoghi tra generi ed epoche, per cogliere le varie forme – insieme alle diverse tecniche e concezioni estetiche- che, ad opera di artisti diversi, l’arte della fotografia ha assunto nel tempo.
Il titolo fa riferimento ad un’opera di Barbara Kruger, ma riprende soprattutto lo stretto rapporto presente tra fotografia e memoria. Matthieu Humery, consulente per la fotografia della collezione e curatore della mostra insieme a Lola Regard, riflette sulla capacità che hanno queste immagini di fissare un momento, di rubare un istante all’inesorabile scorrere del tempo.


L’ampiezza e potenza della fotografia come medium
In particolare, afferma che «Tra gli oggetti che intrattengono un rapporto particolare con la memoria, la fotografia occupa oggi un posto del tutto speciale. […] Fissare un istante, immortalare un volto, far vivere e sopravvivere l’ineluttabile natura effimera dell’esistenza: è questo che la fotografia comporta nella sua essenza. Non dimenticare. Colmare le lacune dei nostri ricordi. Ravvivare e nutrire la nostra storia, sfidando la morte.»
Fotografia storica e sperimentazioni contemporanee si affiancano in una grande esposizione che attraversa tecniche, linguaggi e interpretazioni. Non tanto una ricostruzione del medium, quanto una riflessione sulle capacità della fotografia, sull’ampiezza del suo campo di azione e sul suo rapporto con la realtà.

Da Barbara Kruger a Irving penn
Il titolo fa riferimento anche ad un’opera del 1988 (ripresa nel 2020) di Barbara Kruger: Untitled (Remember me). Presentata su un grande pannello LED, il suo messaggio coinvolge direttamente l’osservatore in una riflessione sul destino delle immagini, sulla loro funzione e percezione.
Tra gli artisti in mostra, poi, spicca Irving Penn. Nella Galerie 2 della Bourse de Commerce sono riunite centinaia di scatti provenienti dalla Pinault Collection, realizzati dagli anni Quaranta fino ai primi anni Duemila. Il percorso permette di studiare la sua ricerca che si muove tra ritratti, nature e fotografie di moda, spazi in cui ciò che è fugace si conserva.


Barbara Kruger occupa anche l’iconica Rotonda e le vetrine del Passage, nell’installazione The history of Tears. Parole, immagini e messaggi luminosi entrano in relazione con l’architettura, e affiancano il linguaggio e il mondo delle immagini.

In Remember me, la fotografia si rivela così molto più di una traccia visiva del passato: è uno strumento capace di conservarlo, reinterpretarlo e restituirgli nuove possibilità di significato. Attraverso immagini che attraversano quasi due secoli di storia, la mostra invita a interrogarsi su ciò che scegliamo di ricordare e su ciò che, inevitabilmente, rischia di scomparire. Perché fotografare significa anche questo: provare a trattenere qualcosa del presente, nella consapevolezza che il tempo continuerà comunque a scorrere.