Le parentesi introducono una deviazione, interrompono la continuità di un discorso per accogliere qualcosa che, pur restando al suo interno, può modificarne il ritmo e cambiarne la direzione. Sono una sospensione, ma anche una possibilità: uno spazio nel quale ciò che sembrava definito può essere osservato da un’altra prospettiva.
È da questa immagine che prende forma ArtVerona 2026, in programma dal 9 all’11 ottobre nei padiglioni 11 e 12 di Veronafiere, sotto la direzione artistica di Laura Lamonea. Il titolo scelto per la ventunesima edizione è “Tra parentesi” e prosegue una riflessione iniziata lo scorso anno con il tema della conversazione. Se nel 2025 l’obiettivo era mettere in relazione i diversi protagonisti del sistema dell’arte, quest’anno lo sguardo si sposta su ciò che accade nel momento in cui queste presenze entrano realmente in rapporto: sulle dinamiche, gli scarti e le possibilità che nascono tra gallerie, artisti, collezionisti e pubblico.

La Main Section di ArtVerona 2026
Alla Main Section, dedicata al dialogo tra arte moderna e contemporanea, si affiancano Effetto Sauna (Fuori dalle parentesi), curata da Thomas Ba, che mette a confronto artisti affermati e giovani ancora fuori dai circuiti consolidati del mercato; Pittura (Ora), curata da Leonardo Regano, dedicata alle pratiche pittoriche e al disegno contemporaneo; e la nuova sezione Still [per(formare) lo sguardo], curata da Giovanna Manzotti, che concentra l’attenzione sulle possibilità sperimentali della fotografia attraverso progetti monografici e confronti tra generazioni. A queste sezioni si aggiunge Focus Corea, una delle novità dell’edizione, dedicata alla scena artistica moderna e contemporanea coreana e curata da AWave – Asia Art Wave. È un ulteriore elemento che amplia il carattere internazionale della manifestazione e introduce nel percorso della fiera un contesto culturale specifico, creando un nuovo punto di confronto tra Europa e Asia.



I progetti speciali
Ma è soprattutto nei progetti speciali che l’idea della parentesi sembra uscire dalla teoria per diventare esperienza: nel padiglione 12 torna il Cinema, con un programma di video e proiezioni realizzato attraverso la collaborazione con le gallerie e con istituzioni e collezioni internazionali. Qui si sviluppa anche CONVER_SIAMO, ciclo di incontri sostenuto da Apice. Nella Galleria dei Signori, invece, Edizioni Brigantino presenta PORTALUCE, un progetto site-specific di Valentina Lucchetti e Canedicoda pensato come una struttura di sedute ed elementi scenografici: una hall normalmente destinata al passaggio viene trasformata in un luogo dove fermarsi, incontrarsi e osservare.
Anche la dimensione del tempo viene ripensata: venerdì 9 ottobre la fiera prolunga l’apertura fino alle 21.00, offrendo a visitatori e collezionisti la possibilità di vivere gli spazi con un ritmo diverso da quello della semplice visita diurna. È un dettaglio organizzativo che si lega bene alla filosofia dell’edizione: non attraversare soltanto la fiera, ma lasciare spazio alla permanenza e all’incontro.

Art&TheCity
Il vero ampliamento, però, avviene fuori dai padiglioni: con Art&TheCity, ArtVerona costruisce un percorso che coinvolge il centro storico e diverse istituzioni culturali, facendo della città una parte integrante della manifestazione. La fiera si sposta così dentro luoghi che possiedono una propria storia e che, entrando in relazione con l’arte contemporanea, producono letture differenti.

Fuori dagli spazi di Veronafiere, ArtVerona 2026 si diffonde nel centro di Verona con mostre, performance e progetti site-specific. Tra gli appuntamenti principali, Dora García presenta Cittadini! a Palazzo Forti, mentre Luca Trevisani porta Rosanella Sala Morone del Convento di San Bernardino. Alla Fondazione Cariverona, Marinella Senatore firma La forma dello spazio, in dialogo con la sede UniCredit di via Garibaldi. Il programma coinvolge inoltre la Biblioteca Capitolare, la Dogana di fiume e la Rondella delle Boccare, trasformando luoghi storici della città in nuovi spazi di confronto con l’arte contemporanea.
Tra Veronafiere e il centro storico, tra gallerie e istituzioni, tra artisti affermati e nuove generazioni, tra opere e architetture, ArtVerona costruisce una rete di passaggi. E proprio qui il titolo dell’edizione acquista il suo significato più ampio: la parentesi non è una distanza dal discorso, ma il luogo nel quale il discorso può prendere un’altra direzione.
Per tre giorni Verona diventa così un sistema aperto, attraversato da opere, persone, idee e linguaggi. Una città dentro la fiera e una fiera dentro la città. Non un racconto già concluso, ma uno spazio temporaneo nel quale le relazioni possono ancora modificare ciò che pensiamo di vedere